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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Studenti in corteo a Napoli contro le “istituzioni sorde”

Gli studenti manifestano, chiedono interventi su tasse e trasporti.

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Gli studenti a Napoli ieri, 19 novembre 2021, hanno manifestato in occasione della “Giornata della mobilitazione”, una giornata svoltasi in diverse città d’Italia.

Lo slogan principale è uno: “Siamo il futuro che si ribella”. Gli studenti in corteo scioperano e manifestano per la loro scuola, per il loro futuro.

Chiedono in coro – Soprattutto dopo la pandemia risposte concrete da parte della governance di scuole e Università, così come dalle istituzioni a partire dalla regione Campania”. 

L’unione Studenti di Napoli e il sindacato degli Studenti di Napoli affermano – “quanto fatto fino ad oggi non è assolutamente sufficiente a garantire a tutti il ritorno in sicurezza a scuola e nelle Università.”

I ragazzi che manifestano insieme nella giornata della mobilitazione, cercano infatti di “mobilitare” e smuovere qualcosa anche nei confronti del Governo, quest’ultimo accusato di – “essere sordo perché nella Legge Bilancio non c’è nemmeno un euro per noi e per il nostro futuro. Crediamo che non ci sia nessuna ripartenza per scuole e per Università se non si tengono in considerazione le istanze degli studenti e le risposte necessarie per andare incontro ai loro bisogni, rendendo le Università luoghi veramente accessibili e attraversabili da tutti.”

Il corteo fatto dagli studenti di Napoli è un corteo che chiede diritti per la scuola, perchè gli Studenti sono la Scuola. Chi più degli studenti vive l’ambiente scolastico e Universitario e sente l’esigenza di apportare dei miglioramenti e cambiamenti.

Un rappresentante dell’Unione degli Studenti prosegue dicendo – “Da anni chiediamo una nuova legge sul diritto allo studio in Campania, per garantire realmente una scuola pubblica e gratuita. Siamo la seconda regione con il più alto tasso di dispersione scolastica, che ammonta circa al 20%. La nostra è una sfida al governo regionale, ma anche nazionale. Vogliamo il 5 % del PIL sull’istruzione per immaginarci davvero una scuola e una società differente”.

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