Strage bus sull’A16: sentenza primo grado

Un bus, proveniente da Telese Terme, nella provincia di Benevento precipitò dal viadotto Acqualonga sull’A16 Napoli-Canosa.

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Il 28 luglio 2013 è accaduta una vera e propria strage sull’A16 Napoli-Canosa.

Un bus, proveniente da Telese Terme, nella provincia di Benevento precipitò dal viadotto Acqualonga sull’A16 Napoli-Canosa.

In questo incidente persero la vita 40 passeggeri.

Dalle prime ricostruzioni, le forze dell’ordine hanno subito avanzato l’ipotesi che l’incidente potesse essersi verificato a causa di un problema ai freni del bus.

Dopo l’incidente, le forze dell’ordine hanno condotto indagini approfondite, che hanno portato alla luce una serie di false revisioni.

Successivamente iniziò un lungo processo con 15 imputati, nei confronti dei quali sono state mosse accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni e falso in atto di ufficio.

Oggi, venerdì 11 gennaio 2019 è arrivata la sentenza di primo grado.

Ci sono state otto condanne e sette assoluzioni.

Gennaro Lametta, proprietario del bus è stato condannato a 12 anni di reclusione. L’uomo ha ricevuto la condanna più severa fra tutti gli imputati coinvolti.

Fra gli assolti, spiccano i nomi di Giovanni Castellucci e Riccardo Mollo, rispettivamente amministratore delegato di Autostrade per l’Italia ed ex condirettore generale della società.

La sentenza di primo grado è stata letta da Luigi Buono, giudice monocratico del tribunale di Avellino in presenza dei familiari delle vittime.

Letta la sentenza, i familiari delle vittime hanno urlato in tribunale per manifestare il loro disaccordo sulla sentenza.

Fra le varie urla, è emersa più volte la stessa frase “Vergogna, questa non è giustizia”.

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