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lunedì, 6 Febbraio 2023

Strage del bus in Irpinia: tre arresti

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Deborah Santorohttps://www.21secolo.news
Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

Tre ordinanze di custodie cautelari, emesse dal Gip Antonio Sicuranza su richiesta dei pm Armando Del Bene e Cecilia Annecchini, sono state eseguite questa mattina dalla Polizia Stradale di Avellino nei confronti di due dipendenti della Motorizzazione Civile e di Gennaro Lametta, titolate della Mondo Travel e del bus che precipitò lo scorso anno dal viadotto di Monteforte.

Era il 28 luglio del 2013 quando l’autobus, a bordo del quale viaggiava una comitiva di giovani, anziani e bambini che stavano tornando in gita da Telese Terme, nella provincia di Benevento, precipitò dal viadotto Acqualonga sull’autostrada A16 Napoli-Canosa. Nell’incidente persero la vita 40 persone, compreso Ciro Lametta, fratello del titolare della Mondo Travel, che quest’oggi è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare. Già dalle prime ipotesi, gli investigatori ritenevano potesse essersi verificato un problema all’impianto frenante dell’autobus che, giunto in velocità nei pressi di un rallentamento del traffico, avrebbe tamponato alcune autovetture prima di precipitare dal viadotto nella scarpata sottostante.

Quest’oggi, a seguito di un anno di indagini volte a svelare un ciclo di false revisioni del Volvo appartenente all’agenzia giuglianese di Gennaro Lametta, si è avuta una svolta che ha condotto all’arresto, oltre che dello stesso Lametta, anche dei funzionari della Motorizzazione Civile, Vittorio Saulino e Antonietta Ceriola. Falso in atto pubblico e concorso in omicidio colposo plurimo sono le accuse che gravano sui tre indagati tratti questa mattina in arresto. I due funzionari avrebbero consegnato un certificato di revisione datato Marzo 2013, relativo all’autobus precipitato, che in realtà sarebbe stato compilato appena pochi giorni dopo l’incidente, attraverso un accesso illegale ai sistemi informatici della Motorizzazione Civile. Inutile il tentativo di uno dei funzionari di contestare la propria firma la cui autenticità è stata verificata, già negli scorsi mesi, da un’apposita perizia calligrafica.

Ancora in corso è il filone principale delle indagini che vede indagati, oltre a Gennaro Lametta, due funzionari di Autostrade per l’Italia con l’accusa di disastro colposo e omicidio colposo plurimo e  altri tre dirigenti per omissione in atti d’ufficio, relativamente alla mancata manutenzione delle barriere del viadotto.

Il pullman, a bordo del quale 40 persone persero la vita, secondo quanto stabilito dai periti, ebbe un cedimento dell’impianto di trasmissione che causò la perdita di un giunto a seguito del quale l’autobus rimase senza impianto frenante. Appena qualche settimana fa Lametta ha avanzato la richiesta, poi accolta, di essere ascoltato dai magistrati in merito alle contestazioni relative alla falsa revisione del Volvo in questione. Stando a quanto riferito ai magistrati Lametta nega di essersi mai occupato della revisione dei pullman, compito del quale si occupava il fratello Ciro insieme a un collaboratore esterno all’agenzia. Nel corso dell’interrogatorio sono state, però, contestate a Lametta altre due revisioni sospette relative ad autobus diversi da quello dell’incidente ma, anche in questo caso, il titolare della Mondo Travel ha respinto ogni accusa.

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