Stati Uniti: dopo 67 anni la prima esecuzione federale Con l'amministrazione Trump sono riprese anche le esecuzioni federali. Da luglio ad oggi sei detenuti hanno subito l'esecuzione federale, l'8 dicembre toccherà ad una donna dopo ben 67 anni dall'ultima esecuzione

Stati Uniti

Il 14 luglio negli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, sono riprese le esecuzioni federali dopo ben 17 lunghi anni.

Dalla ripresa sino ad oggi, ben sei detenuti sono stati giustiziati e a breve un’altra esecuzione segnerà sulla storia della pena di morte americana.

Lisa Montgomery, infatti, verrà giustiziata l’8 dicembre tramite iniezione letale. La donna, 52enne è la prima donna a subire l’esecuzione federale, che si terrà in Indiana, nel carcere di Terre Haute, dopo 67 anni.

Infatti, secondo il Death Penalty Information Center, l’ultima esecuzione negli Stati Uniti su una donna fu quella di Bonnie Heady, uccisa nella camera a gas in Missouri nel 1953.

Lisa Montgomery è stata condannata alla pena di morte per un crimine avvenuto nel 2004. La donna si era recata presso l’abitazione di Bobbie Jo Stinnett, in Missouri, con la scusa di voler adottare un cucciolo di cane.

Secondo un comunicato stampa del dipartimento di Giustizia la donna, una volta entrata in casa, tramortì la padrona di casa, all’epoca incinta di otto mesi e la strangolò facendole perdere conoscenza.

Con un coltello preso dalla cucina, tentò poi di tagliare l’addome della signora con l’intento di prendere il bambino. Stinnett rinvenimento giusto in tempo per reagire, mala Montgomery ebbe la meglio riuscendo a prendere il bambino e scappare.

Nel 2007 la giuria la condannò a morte, dopo che la stessa si dichiarò colpevole. Anche se la difesa si oppose, poiché riteneva e ritiene tutt’ora la donna mentalmente instabile anche a causa di abusi subiti da piccola.

Quella di Montgomery non è l’unica sentenza annunciata. Anche Brandon Bernard è stato condannato a morte per l’omicidio di due religiosi, avvenuti nel 1999 in Texas.

Le associazioni che si oppongono alla pena di morte continuano a battersi per il diritto alla vita. Queste sostengono che il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, stia spingendo su tali condanne, durante il periodo di campagna elettorale, per favorire la sua visione di leader e garante della legge e dell’ordine.

 

 

 

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