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giovedì, 20 Gennaio 2022

Stallo istituzionale: Italia Viva cerca soluzione politica

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

“I deputati e i senatori di Italia Viva osservano con preoccupazione lo stallo istituzionale di questi giorni, la difficile situazione sanitaria e i drammatici dati economici del nostro Paese; ribadiscono con forza la necessità, già espressa nel dibattito parlamentare, di una soluzione politica che abbia il respiro della legislatura e offra una visione dell’Italia per i prossimi anni. Confermano che si muoveranno tutti insieme in modo compatto e coerente in un confronto privo di veti e pregiudizi, da effettuarsi sui contenuti nelle sedi preposte”. Questo quanto si può leggere all’interno del comunicato diffuso da parte dell’ufficio stampa di Italia Viva.

In calce le firme dei 17 senatori e 27 deputati del partito, ad eccezione di quella di Giacomo Portas.   

Senatori e deputati compatti, quelli renziani, che seppur guardino con preoccupazione allo stallo elettorale, si dicono pronti per un confronto senza veti. Non perdono occasione per ribadire con forza la necessità, già chiaramente affermata nel dibattito parlamentare, di una soluzione politica in grado di offrire all’Italia per i prossimi anni una visione legislativamente parlando più ariosa.

Intanto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e dirigente del Pd, Andrea Martella, in un’intervista si è detto pronto al voto, nonché per nulla intenzionato a patteggiare con il partito renziano, additando lo stesso leader di Italia Viva come responsabile della crisi governativa.

“Non abbiamo prodotto noi la crisi, penso che si tratti di vedere se la maggioranza possa essere allargata verificando se si creano le condizioni di un’area liberale e democratica. Se queste condizioni ci saranno, bene, altrimenti saranno chiare le responsabilità. Penso che gli italiani non stiano a desiderare il voto, tuttavia l’istanza del voto è sempre democratica e se la crisi non si risolvere ci affideremo alle valutazioni del Capo dello Stato, ma il voto non lo temiamo e penso che possa essere una delle evoluzioni di questa situazione. Questa crisi ha nome e cognome: Matteo Renzi. Noi stiamo lavorando per risolverla, lo abbiamo fatto alla luce del sole in Parlamento e vedremo nei prossimi giorni l’evoluzione. La frattura che possiamo definire scomposta e difficile da ricomporre, gli argomenti che sono stati usati sono di grande contrasto nei confronti del governo. Mi pare che tutto questo non possa essere archiviato come una parentesi. Eppure, continuo a vedere in molti parlamentari, anche di Italia Viva, sconcerto per questa decisione, ci auguriamo che anche in quell’ambito si possa aprire una riflessione. Ma penso non si possa archiviare come se nulla fosse”.

Ma la questione governativa è ancora una macchia grigia. Di tale stallo risente in primis l’economia, registrando un andamento fortemente altalenante per quanto riguarda gli investimenti esteri.

Si risolleverà l’Italia?

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