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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Squinzi: “Ripresa al Sud, ma la paura pesa”

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Raffaella Ambrosanio
Redattrice del XXI Secolo, universitaria ed innamorata della comunicazione in tutte le sue forme. Coltiva tante passioni, ama viaggiare mantenendo le proprie radici ben salde al suolo e sogna l'America.

Secondo il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, “la paura del terrorismo pesa sull’economia globale e anche quella italiana ne risentirà”. Durante l’assemblea dell’Unione industriale di Napoli, il presidente ha esposto il rapporto dal quale evinceva la situazione economica italiana, sottolineando preoccupazioni, ma anche passi avanti. Potrebbe essere un futuro roseo quello del Mezzogiorno, per cui intravede segnali di ripresa anche nel 2016.
Un bicchiere mezzo pieno per il Sud, anche se l’Istat ha certificato che il divario tra Nord e Sud è aumentato in termini di reddito e Pil. Confindustria pone invece l’accento sui dati che mostrano una controtendenza: migliora il turismo come le esportazioni e cresce il numero dei nuovi occupanti.

La paura pesa. Nel suo intervento, Squinzi ha sottolineano come i numerosi attacchi terroristici stiano già producendo effetti negativi sull’economia globale. “Pesa sull’economia, tuttavia è ai dati positivi che bisogna dare importanza non perché la crisi sia passata ma perché indicano la strada da percorrere, quella delle imprese“.

Per Squinzi i numeri parlano chiaro, nonostante la forte crisi rispetto a sette anni fa, gli ultimi mesi del 2015 hanno segnalato un rialzo dell’economia italiana, facendo sperare in un più roseo 2016. “In questi mesi abbiamo guardato non alle imprese che hanno chiuso i battenti, ma a quanti hanno superato la crisi”, ha osservato il presidente, “così come abbiamo salutato positivamente l’aumento degli occupati al Sud (+120mila nella prima parte dell’anno), l’andamento positivo dell’export (+3,5% nello stesso periodo), la ripresa della natalità e il calo delle cessazioni delle imprese. Ed è molto positivo che sia di pure di poco, il segno più torni a farsi vedere nelle previsioni per il 2016 relative all’economia del Mezzogiorno”.

Masterplan, linee guide interessanti. Indici positivi garantiti anche dal Masterplan per il Mezzogiorno, che dovrebbe definire le linee guide affinché “amministrazioni e istituzioni, a tutti i livelli, si confrontino non con astratte linee di programmazione, ma con le concrete necessità dei sistemi produttivi locali”. Una guida affinché sia locale “l‘onere e l’onore di far emergere fabbisogni, potenzialità, idee e progetti coerenti con le caratteristiche del sistema economico”.
Idee e concretezza. Analizzati i progetti e le idee che per Confindustria potrebbero essere interessanti, Squinzi chiede risultati concreti, stilando un elenco di sfide per lo sviluppo sia della Campania che del Mezzogiorno. Un salto di qualità concretizzato in cinque trasformazione che parte dalla rigenerazione urbana di Napoli, alla quale si aggiunge un grande sforzo di integrazione a completamento della rete infrastrutturale. Nel piano di Squinzi rientra anche il rilancio del porto di Napoli, come anche la valorizzazione economica del patrimonio culturale ed, infine un rinnovato impegno a favore della ricerca. In ultima analisi, Squinzi sottolinea come queste cinque riforme siano solo l’inizio di una lunga serie, garantendo così l’uscita dalla crisi non solo il Sud, ma l’intera Italia.

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