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giovedì, 26 Maggio 2022

Sprout, la matita che si pianta

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Molti la chiamano “cultura eco green”, per altri è semplicemente una forma di difesa contro la cultura imperante dello spreco: certo è che non possiamo non essere preoccupati per le sorti del nostro pianeta e gli effetti nocivi del consumismo.

Per diffondere la sana abitudine del riuso è nata la matita Sprout, nome non certo casuale dato che in inglese significa “germogliare”. E’ stata inventata da un gruppo di studenti del Massachusetts Institute of Technology e oggi commercializzata anche in Italia, grazie al lavoro di una start-up del Siracusano, Grin (Grin Orticultura Urbana -ndr) impresa nata per promuovere il concetto di cultura eco sostenibile con la produzione di oggetti di uso quotidiano che possono essere adoperati da tutti. La matita è in legno di cedro e la sua particolarità è che nella parte finale nasconde una capsula con quattro semi che germogliano a contatto con l’acqua; una volta diventata troppo piccola perché temperata fino al limite, tutto ciò che bisogna fare è piantare la matita in un vaso a testa in giù e, come se ci occupassimo di una comune pianta, attendere che nascano i primi germogli dopo circa una settimana a contatto con luce e calore. Non solo l’occhio, ma anche il naso vuole la sua parte, così la matita è disponibile in molte varianti di ortaggi, fiori e piante aromatiche: alcune comuni, come il basilico o la menta, altre esotiche come coriandolo o ad esempio, garofano indiano. Basterà del terriccio, un vaso e un pò di pazienza e la parte finale della matita, che solitamente ospita la gomma, rilascerà i semi, dando origine quindi alla pianta.

Oltre ad essere un oggetto esteticamente interessante ed originale per il lavoro o la scuola, la sua particolarità è nel provare a sensibilizzare le persone sulla difesa e il rinnovamento delle risorse, promuovendo l’importanza del riuso e dell’eco-sostenibilità.

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