Sport e inclusione: partono le domande per atleti disabili L’iniziativa, sostenuta attivamente dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, desidera valorizzare le attività sportive come mezzo di inclusione sociale

E’ online la piattaforma informatica pensata per le società e le associazioni sportive nazionali. L’obiettivo di tale servizio è inoltrare la richiesta di risorse finanziarie per acquistare degli ausili sportivi per i propri atleti con disabilità. A diffondere la notizia è Sport e Salute. 

L’iniziativa, sostenuta attivamente dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, col supporto di Sport e Salute SpA, Comitato Italiano Paralimpico e l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, desidera valorizzare le attività sportive come mezzo di inclusione sociale e rispetto, mettendo a disposizione le risorse stanziate dal Dpcm dello scorso 16 aprile. Questo sarà possibile grazie al “Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano”. Per presentare la domanda di partecipazione bisogna selezionare il seguente l’indirizzo: https://ausiliperlosport.sportesalute.eu.

Storia dello Sport per disabili

Vediamo a chi si rivolge il servizio, approfondendo un tema poco conosciuto e, molto spesso, ignorato. Lo sport per disabili è lo sport praticato da persone che presentano diverse tipologie di disabilità; questa può essere fisica, psicomentale e sensoriale. Rientrano nella classificazione di attività sportive per disabili tutti gli sport paralimpici che appartengono al programma dei Giochi paralimpici, sia estivi che invernali. Inoltre, rientrano nella definizione anche altri tipi di attività, alcune ritenute estremi. Ci sono poi sport e attività pensate proprio per gli atleti disabili.

Lo sport per atleti con disabilità si divide in 3 gruppi fondamentali: i sordi, i disabili fisici (nei quali rientrano gli atleti non vedenti e ipovedenti) e disabili psicomentali. Le competizioni dedicate agli atleti sordi partirono nel 1924 con i “Giochi silenziosi di Parigi’, ideati dal Comitato Internazionale degli Sport dei Sordi. Successivamente questi giochi si svilupparono negli odierni Giochi olimpici silenziosi o Deaflympics gestiti dalla CISS.

Ludwig Guttmann: dai Giochi di Stoke Mandeville ai Giochi Paralimpici

Nel 1948 giunse la svolta: il medico inglese Ludwig Guttmann, sostenne lo sport come forma di terapia, utilizzandolo per stimolare i suoi pazienti. Dal 1952, organizzò quelli che furono denominati i ‘Giochi di Stoke Mandeville per disabili’. Nel tempo la competizione ebbe un numero superiore a 130 partecipanti stranieri. La grande partecipazione e il successo dell’iniziativa, impressionarono i dirigenti del movimento olimpico. Nel 1956 Guttmann decise, assieme all’italiano Antonio Maglio, di portare i giochi a Roma nel 1960. Questi furono riconosciuti come ‘I Giochi Paralimpici’, manifestazione che si tiene ancora oggi.

La storia di un percorso pensato per valorizzare, includere e coinvolgere chi è speciale.

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