Sarri-De Laurentis: comincia il valzer

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Sarri De Laurentiis l'accoppiata vincente del Napoli di quest'ultima stagione

La stagione del Napoli di quest’anno si può annoverare tra le più brillanti della sua storia, a prescindere da quello che sarà l’esito di queste due ultime partite, che però possono portare ad un nuovo record di punti dopo quello ottenuto l’anno scorso a quota 86.

Certo i tifosi avevano preparato il palato ad un dessert dal sapore sublime e il risultato alla fine ottenuto, per loro si può paragonare tuttalpiù ad una merendina preconfezionata; ma tant’è, i tifosi di tutte le altre squadre italiane, che non sia la Juventus, hanno fatto il callo in quell’angolo di cuore riservato al tifo calcistico e quelli azzurri non sfuggono alla regola. In più i supporter partenopei devono fare i conti con un altro timore: quello di veder sfasciato tecnicamente il team così ben assemblato dai due artefici De Laurentis, presidente, padre padrone e Maurizio Sarri, allenatore di questa squadra che così bene si è imposta con la qualità del suo gioco, non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa. Una sensazione inopportuna però, e non per questo meno puntuale  ci dice che i nostri eroi non stanno vivendo una fase ricca di affetto reciproco. Sembra si siano aperte delle danze tra due ballerini che non vogliono più fare coppia, quindi, ecco gli scoop veri e falsi, le dichiarazioni scoppiettanti del presidente ad esempio che per la gioia dei cronisti snocciola concetti ossimori del tipo “gli arbitri ci hanno tolto 8 punti, ma lo scudetto l’abbiamo perso perché la squadra era stanca” che mal si adattano ad una presunta volontà di voler trattenere il tecnico toscano ad ogni costo. Quest’ultimo da parte sua dichiara che lui ce l’ha messa tutta e che tutto dipende dall’alto dirigente, dicendo inoltre che resterebbe nella sua città natale solo a patto di poter regalare alla suddetta delle gioie vere che si possono concretizzare, azzardiamo noi, solo se si alzasse l’asticella nella gestione economica del club e cambiasse il criterio di rinfoltimento della rosa, che intanto non dovrà perdere pedine. Insomma abbandonare la linea così cara al presidente fatta di accortezza e meticolosità che se pur non portando a grandi trionfi ha dato eccezionale dignità alla storia recente della squadra e una costante crescita mai registrata, se si eccettua il settennato di Maradona. L’epilogo forse lo avremo presto, anche prima della fine del campionato e qualunque esso sia, si porterà dietro strascichi e polemiche, che non dovranno allontanare la piazza dal Napoli, che resta a dispetto dei nomi da rispettare e da ringraziare chiunque essi siano  giocatori, allenatori, presidenti, l’unica cosa da amare.

M.C.

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