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giovedì, 23 Settembre 2021

Spending review in Vaticano

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Davide Franciosahttps://www.21secolo.news
27 anni, poliedrico, sensibile, napoletanissimo. E' Compositore video-grafico e operatore di comunicazione sociale. Malato di "teatrite acuta", appassionato di cinema, musica, lettura e scrittura creativa, ha l'Africa nel cuore. Sogna di diventare editore e un teatro tutto suo.

Quanto guadagnano sacerdoti e arcivescovi? E Papa Francesco? Il Messaggero ha pubblicato un’inchiesta sul rapporto tra soldi e Chiesa, elencando le stime degli stipendi erogati dal Vaticano. Il compenso fisso di un parroco è in media di 1000€ al mese. L’unico a non percepire guadagni è Papa Francesco, conservando comunque la facoltà di attingere fondi dall’Obolo di San Pietro.

Il rapporto tra Chiesa e denaro è un tema scivoloso, delicato, complicato. Solo negli ultimi anni sono stati tanti gli scandali che hanno scosso la Chiesa, aprendo una seria riflessione sulla trasparenza nei conti. Tematica di prima importanza per Papa Bergoglio, che da buon gesuita, sin dalla sua elezione al soglio di Pietro, predica sobrietà, risparmio e una gestione trasparente nelle finanze. Con uno dei suoi primi provvedimenti ha abolito il tradizionale bonus di 1000€ ai dipendenti della Santa Sede, percepito durante la Sede Vacante e l’elezione. In seguito ha bloccato gli stipendi di tutti i dipendenti, rivedendo scatti di anzianità, promozioni e ore di straordinario. Ha persino tagliato i gettoni presenza di 25mila€ dei cinque cardinali che siedono nella vigilanza dello IOR. Del resto la spending review di questi tempi non poteva non avere effetti visibili sull’amministrazione della Santa Sede, a maggior ragione quando a Roma ormai troppe famiglie bussano alle porte delle mense della Caritas.

Stipendi: in media 1000€ al mese. E’ il guadagno mensile di un parroco, offerte escluse. In pratica quanto un operario o un bracciante agricolo. Certamente non un grossa cifra, ma pur sempre una sicurezza economica. Il sostegno economico viene calcolato allo stesso modo di quello di un vescovo, con un meccanismo a punteggio corrispondente grosso modo all’anzianità di servizio. Ai parroci con maggiore esperienza viene erogato fino a 1200€, mentre per i vescovi fino a 3000€ circa. Se un sacerdote è anche insegnante di religione, l’Istituto versa solo la quota che manca a raggiungere il tetto stabilito dall’anzianità, mentre se supera la quota ecco che l’Istituto funziona come sostituto di imposta e lo stesso dovrà versare la relativa somma maturata. La pensione invece viene corrisposta grazie al fondo del Clero istituito all’Inps. Si tratta di cifre modeste. Chi ha una pensione più che vantaggiosa a carico dell’Italia è l’Ordinario militare. Al momento di lasciare l’incarico, a 65 anni, per legge viene equiparato a un generale di corpo d’armata con il relativo vitalizio accordato ai militari di quel rango.

Vitalizi: lo Stato Vaticano garantisce 4mila stipendi, fra cui cardinali, arcivescovi, capi di dicastero e consigli pontifici. Per questi ultimi il compenso varia dai 3mila ai 4mila €, 5mila per i cardinali. Al piatto cardinalizio spesso vanno a sommarsi offerte di benefattori al fine di sostenere fondazioni e comunità in difficoltà. Anche al Papa Emerito Joseph Ratzinger viene riconosciuta una pensione di 2.500€, poco più di uno stipendio da funzionario. Cifra integrabile ai diritti di tanti libri che come teologo ha pubblicato nel corso degli anni e che ha girato a sua volta per sostenere una fondazione di studi teologici. Papa Francesco invece non riceve nessuno stipendio. Ha facoltà di attingere da uno speciale fondo istituito dallo IOR che raccoglie le donazioni che arrivano in data 29 giugno, solennità di San Pietro e Paolo, con lo scopo di sponsorizzare tutti i progetti benefici a lui più cari: circa 65 milioni di dollari nel 2012. Questo piccolo tesoro aiuta a fronteggiare numerose richieste disperate di gente che ha perso il lavoro, annega nei debiti e non può permettersi spese mediche.

Folla-in-Piazza-S.-Pietro

Otto per 1000: 1 miliardo 148 milioni di € è la cifra che la Chiesa ha ricevuto in Italia. Un fiume di denaro offerto dai fedeli e destinato a vari scopi, tra cui appunto il sostentamento dei parroci. La CEI per legge è tenuta a fornire ogni anno il resoconto dell’utilizzazione delle somme che gli vengono versate dallo Stato italiano in base alla ripartizione del gettito Irpef, e alle preferenze espresse dai contribuenti. E’ di questi giorni la decisione di 800 sacerdoti della Diocesi di Bergamo, che su un’idea del loro vescovo Francesco Beschi destineranno lo stipendio di questo mese a chi ha perso il lavoro nel territorio delle loro parrocchie. Sono numerose nel bergamasco le attività che hanno chiuso o sono in fase di drastico ridimensionamento. 1000€, moltiplicati per 800 parroci fanno 800mila € più i 2.600 del loro vescovo, che finiranno tutti in un fondo aperto dalla Diocesi e destinato a disoccupati e inoccupati. Secondo Mons. Beschi è un gesto caritatevole e concreto che avrebbe fatto anche Giovanni XIII, futuro santo il 27 aprile assieme a Karol Wojtyla.

Bufala del web: donerò tutto l’oro della chiesa alle popolazioni che ne hanno bisogno. Insieme potremo sconfiggere la fame nel mondo. E’ la rivoluzionaria affermazione di Papa Francesco che negli ultimi giorni è circolata sui social, catturando l’attenzione e l’euforia di credenti e creduloni. Peccato si tratti di una bufala divulgata dal celebre sito satirico corrieredelmattino, che ha addirittura stimato le quantità e il valore dell’oro posseduto dal Vaticano, lanciando in seguito l’ultima bufala sul furto nei caveau di Stato. Ma da questa storia una nota positiva c’è: nonostante la falsa notizia, Papa Francesco è talmente benvoluto che anche affermazioni cosi pesanti sono riusciti a passare per sue.

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