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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Spagna, ritirate 150mila mascherine difettate

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Spagna nel caso per l’emergenza covid-19.

La polemica scoppiata contro il governo di Madrid non cede a placarsi.

A poche ore dalla scoperta dell’errato numero riguardante le vittime della pandemia Covid-19, si aggiunge la questione mascherine difettate.

Il ministero della salute iberico ha ordinato il ritiro di 150mila mascherine difettate,  distribuite nell’area autonome in Catalogna e area Basca e destinatela maggior parte all’ equipe medico sanitario.

L’allarme è scattato a seguitodi alcune sperimentazioni, da cui è emersa l’insufficienza dell’azione protettiva secondo i criteri stabiliti dalle autorità sanitarie.

La responsabile generale del dipartimento di Farmacia del ministero della Salute, Patricia Lacruz, ha ordinato l’immediato ritiro, data la pericolosità del prodotto per il corpo medico sanitario.

Le mascherine, infatti non garantirebbero adeguata sicurezza di non penetrazione respiratoria del virus.

A produrre le mascherine incriminate- mascherine FPP2- è stata la Garry Galaxy, industria sanitaria e partnership del ministero della salute spagnolo.

Il prodotto è parimenti a quello adottato in Cina durante il picco epidemico.

La scoperta delle mascherine è stata resa possibile grazie alle analisi su alcune provette della partita giunta mercoledì in Spagna, precisamente a Barcellona dall’Istituto di sicurezza e igiene del lavoro che ha rintracciato improprietà negli invasi di colore verde nelle mascherine, le quali non permettevano un’azione di filtraggio dell’aria nella respirazione.

Lo stesso ministero ha precisato che si tratta di un singolo lotto difettato non l’intera partita di mascherine, specificando di  aver svolto ulteriori analisi su altri prodotti della medesima,  da cui non è emersa alcuna anomalia.

Un quadro frastagliato che restringe sempre più le ipotesi di trascendere verso una Fase 2 proposta dal premier Sanchez e dalla maggioranza , necessaria per una stabilizzazione interna soprattutto sul fronte economico e sociale.

Nei giorni scorsi il premier aveva infatti annunciato l’intento nel prossimo mese di riprendere le attività seguendo un trend graduale, partendo dalle aree regionali meno colpite, nonostante i numeri sono ancora allarmanti e la percentuale dei contagi sia in parzialmente in discesa.

 

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