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domenica, 3 Luglio 2022

Sostegno: tagli per 100 milioni di euro

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Mariapaola Ramaglia
Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e in Economia Aziendale e sono Mediatrice Familiare. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei minori e sostenere famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

Il documento La Buona Scuola sottolinea della necessità di un sostegno specializzato, eppure, per il 2015 si prevede un taglio di 100 milioni di euro al già scarso Fondo per le non autosufficienze.

Nel documento citato (alla pagina 78 – ndr), si specifica che il rapporto sia 1:1 nel caso di handicap grave, 1:2 nel caso di handicap medio e 1:4 nel caso di handicap lieve. Purtroppo, però, nella realtà questi paramentri non sono sempre rispettati, a causa di ritardi nelle nomine, strutture inadeguate e mancanza di personale specializzato.

Nella Buona Scuola, tra l’altro, non si fa riferimento agli educatori e agli assistenti all’autonomia, figure di supporto indispensabili perchè gli alunni portatori di disabilità raggiungano piena integrazione e inclusione, vedendo riconosciuto il loro diritto allo studio.

Nonostante l’anno scolastico sia iniziato già da diverse settimane, ancora molti sono gli studenti portatori di handicap e diversamente abili che non hanno a disposizione un insegnante di sostegno. Per il Ministero dell’Istruzione, questa gravissima inadempienza è dovuta al ritardo delle Commissioni Asl preposte alla diagnosi e alla certificazione, all’aumento degli alunni bisognosi del sostegno e alla rinuncia da parte di insegnanti specializzati.

Il Ministro Stefania Giannini ha precisato, comunque, che il numero di docenti specializzati non è sufficiente e che “La disabilità non deve essere il ghetto che riguarda un insegnante e un bambino, ma una modalità di insegnamento che tiene conto di una condizione diversa. Ci deve essere un numero sufficiente di insegnanti capaci di affrontare la dislessia, la sordità e tutte le altre disabilità come pure gli studenti che parlano una lingua diversa. Dobbiamo puntare sulla formazione”.

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