Il sogno di una Nato asiatica

Perché nessuna Nato in Asia?

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Una Nato asiatica

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il mondo si trovò a dover affrontare una nuova minaccia internazionale con l’avvio della Guerra Fredda: l’espansione del comunismo, reso ancora più pericoloso dal primo esperimento nucleare effettuato dall’Urss nell’agosto del 1949. Con la nascita della Nato nel 1949, i sovietici in risposta stipularono il patto di Varsavia nel 1955. Gli Usa si impegnarono, oltre a rendere economicamente forte l’Europa occidentale, anche a fortificare l’aspetto militare per reagire ad eventuali attacchi dell’URSS.

Perché non é stata fondata nessuna Nato in Asia?

Gli Stati Uniti crearono una rete di alleanze bilaterali in Asia Orientale, conosciuta come “Sistema di San Francisco”.

Il sistema di accordi bilaterali nacque sotto la presidenza Truman (1945-53) e continuò con Eisenhower (1954-61), in quanto si erano avuti molti vantaggi con paesi dell’asia orientale pro occidentali e ponendoli sotto il controllo statunitense. Il bilateralismo emerse come conseguenza razionale del powerplay (il gioco di potere per ottenere un sistema di sicurezza dominante). L’intento era anche quello di evitare un effetto domino in caso un paese finisse sotto l’egida comunista.

Altri motivi per scegliere il bilateralismo da parte degli Stati Uniti, furono le scarsità di rapporti commerciali interregionali e le diverse strutture politiche presenti sul territorio. Molti dei paesi asiatici erano appena usciti dal dominio dei colonizzatori ed erano alle prese con la ricostruzione interna dei loro territori, il loro focus principale. Il sistema Hub and spokes fu cosi stabilito con Corea, Cina e Giappone per avere alleati contro il comunismo ed evitare scontri tra questi paesi contro la Corea del Nord.

Di conseguenza, gli Usa cercarono di rendere le economie e politiche di ROK e ROC dipendenti da quella statunitensi. Le scelte bilaterali furono agevolate anche dal fatto che un legame multilaterale avrebbe diminuito la capacità di controllo su tali paesi. In Europa tale problema non c’era perché nonostante fosse possibile una nuova guerra tra URSS e Germania, la probabilità era inferiore rispetto all’Asia orientale controllata da dittatori di dubbia legittimità.

Mentre in Europa gli Stati Uniti promossero alleanze multilaterali nell’ambito militare contro l’URSS, in Asia Orientale gli USA evitarono tali accordi. Dopo la formazione della Nato nel 1949, i leader asiatici proposero per la loro regione un Patto Pacifico che trovò d’accordo ROK, Filippine e Chiang, affermando che tale patto avrebbe favorito la sicurezza, la crescita economica e lo sviluppo dell’Asia. La differenza della presenza della Nato in Europa era stabilita dal fatto che l’Europa aveva sviluppato un piano collettivo di difesa prima di chiedere aiuto agli USA, mentre il Patto Pacifico sarebbe stato una piaga per gli USA, intrappolati in un accordo unilaterale di sicurezza con stati canaglia.

Dopo la resa del Giappone nel 1945, gli Usa iniziarono una politica di smilitarizzazione del territorio. Con l’avvento della Guerra Fredda, gli Stati Uniti decisero di ricostruire il Giappone come alleato anti-comunista. A tal scopo bisognava reintegrare il Giappone in Asia e gli Usa cercarono di creare n gruppo multilaterale, conosciuto come il Pacific Ocean Act con Australia, Nuova Zelanda, Indonesia e Filippine, ma non andò a buon fine a causa della mancanza di collaborazione tra gli stati incapaci di fidarsi del vecchio aggressore. Col trattato di San Francisco nel 1951, Dulles ritenne che i patti bilaterali avrebbero dato agli USA maggior controllo, imponendo la presenza militare americana sulle isole, come Okinawa. Un altro motivo fu il massimo controllo negli scambi commerciali con la Cina, in quanto videro le vie commerciali come possibili diffusori del comunismo in Giappone.

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