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domenica, 2 Ottobre 2022

Sofia Domino: essere donna in India

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Siamo nel 2014 ma ci sono ancora Paesi come l’India in cui le donne non hanno alcun tipo di diritto se non quello di sottostare all’autorità prima del padre, poi del marito e infine dei figli. In queste ultime settimane abbiamo sentito molto parlare di casi che hanno avuto come protagoniste proprio loro, le donne e la loro condizione disagiata. Esse sono continuamente soggette a violenze psicologiche ma soprattutto fisiche e non sembra esistere per loro un modo per potersi ribellare. È loro negata anche la possibilità di accedere direttamente alla salvezza dal punto di vista religioso, ma solo attraverso i propri doveri di mogli devote possono assicurarsi la rinascita come uomo in modo da poter accedere alla libertà. Una storia triste, scelta dalla scrittrice emergente, Sofia Domino per accendere i riflettori sulle condizioni di vita delle donne indiane attraverso il suo libro: Come lacrime nella pioggia, in cui ha voluto dar voce ai pensieri e ai sogni di tante ragazze indiane che hanno avuto la ‘sfortuna’ di nascere donna in India.

Sofia nasce nel 1987 a Livorno e mostra fin da bambina la sua attitudine alla scrittura cimentandosi in varie tematiche più o meno impegnative. Durante l’adolescenza mette però da parte questa sua vocazione senza sapere che qualche anno più tardi sarebbe diventata la sua vita. Si cimenta quindi nel teatro poiché come tutte le sue coetanee mostra interesse per il mondo dello spettacolo e dopo diversi provini comprende che non può far parte di quel mondo. Abbiamo letto il suo libro e ci ha rilasciato in esclusiva un’intervista.

Com’è nata l’idea del libro e cosa l’ha spinta ad avvicinarsi al tema della violenza sulle donne in India, di cui tanto si discute oggi?

«Il mio obiettivo è dar voce a chi purtroppo non ne ha una. Mi sono avvicinata a questa tematica in maniera molto naturale e inizialmente pensavo di tenere il romanzo per me finché un giorno non mi sono imbattuta in alcune foto che immortalavano donne indiane impegnate a manifestare per far valere i propri diritti, con gli occhi pieni di tanta rabbia mista alla speranza di veder migliorare le proprie vite. Da quel momento mi sono documentata e ho scoperto un altro lato dell’India, un lato che non conoscevo. È un Paese affascinante ma caratterizzato da una cultura molto complessa che non sembra dare spazio alla componente femminile ed esponendola sempre più a violenze. Si stima infatti, che ogni 22 minuti in India una donna venga violentata. Insomma, con il mio romanzo ho voluto porre l’accento non solo alla violenza sulle donne, ma anche sulla loro forza e il loro coraggio di gridare basta».

Ha mai visitato l’India? Ha testimonianza o contatti con donne indiane?

«No, sfortunatamente non ho avuto ancora occasione di visitare l’India ma mi piacerebbe recarmici il prima possibile. Quand’ero piccola i miei genitori adottarono a distanza una bambina indiana, si chiamava Reshma e credevo che una volta cresciuta sarei andata a trovarla, ma aveva 7 anni quando l’associazione a cui c’eravamo rivolti per sostenerla ci comunicò che insieme alla famiglia si erano trasferiti in cerca di fortuna. Sono in contatto con molte ragazze indiane anche grazie ad associazioni di volontariato e mi ringraziano per la battaglia che ho intrapreso per aiutarle».

“Come lacrime nella pioggia” è un romanzo molto toccante che descrive la storia di Asha, personaggio di fantasia la cui condizione è però paragonabile a quella di tante ragazze indiane vittime di una società maschilista. Ma come può una donna che non ha nessun punto di riferimento, trovare la forza di combattere dinanzi a tanta violenza?

«Asha è un personaggio nato dalla mia fantasia, ma frutto dell’apporto di numerose testimonianze pervenutemi. Molte donne in India vengono vendute dal padre che le dà in sposa a qualcuno che neanche conoscono e altre si ritrovano invece a credere a promesse che non verranno mai mantenute, avviate spesso alla prostituzione. Grazie alla sua determinazione Asha trova la forza di combattere e lo stesso negli ultimi anni stanno facendo molte donne poiché hanno capito che ribellarsi è l’unico modo che hanno per cercare di scappare da una vita che non vogliono vivere».

Per la sua battaglia si è avvalsa della collaborazione di Associazioni come Amnesty International che da anni combatte per l’affermazione dei diritti delle donne nei Paesi sottosviluppati, fin’ora quali risultati sono stati raggiunti e quali sono i vostri prossimi obiettivi?

«Ho deciso di supportare quest’Associazione perché credo che il loro contributo sia molto importante per migliorare almeno in piccola parte la vita di chi è meno fortunato attraverso l’organizzazione di eventi pubblici. Ho deciso di rendere il mio libro scaricabile gratuitamente per incoraggiare i lettori a donare ad Amnesty anche una minima quota o firmando una petizione su Change.org, il cui scopo è supportare le donne in India».

Pensa che queste donne riusciranno mai a trovare un po’ di pace e la libertà tanto agognata?

«La mia speranza è questa, ma sono una ragazza con i piedi per terra e so che non sarà una cosa facile e che ci vorrà molto tempo per raggiungere qualche risultato. Non dobbiamo fermarci e non dobbiamo però rimanere indifferenti dinanzi a tanta ingiustizia. La stampa, la TV stanno in questi ultimi tempi accendendo i riflettori su quel mondo, incentivando sempre più donne a non aver paura di denunciare i propri aggressori e penso che questo sia già un grande passo in avanti».

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