22.6 C
Napoli
venerdì, 30 Settembre 2022

Sla, verso la diagnosi precoce

Da non perdere

Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

La sclerosi laterale amiotrofica, più comunemente conosciuta con la sigla di SLA è una patologia neuro-degenerativa che colpisce i motoneuroni centrali e periferici. I soggetti maggiormente colpiti sono quelli di sesso maschile che con l’avanzamento della malattia perdono completamente le capacità di deglutizione, dell’articolazione della parola e il controllo dei muscoli scheletrici giungendo dunque alla paralisi. Si riducono anche le capacità respiratorie e l’unico modo possibile per consentire la sopravvivenza del malato consiste un intervento di tracheotomia.

Stefano Borgonovo
Stefano Borgonovo

Fino a questo momento la diagnosi della SLA era basata unicamente sull’osservazione di sintomi su un paziente da parte del medico che poi poteva decidere di sottoporlo a esami neurologici specifici. Nelle ultime ore si è avuta invece notizia di uno studio italiano condotto a Torino che sembra aver dimostrato che si può dare una diagnosi precoce della malattia. All’ospedale, Le Molinette di Torino, un team di medici composto dal dottor Marco Pagani; dal professor Adriano Chiò, direttore del centro SLA dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e della Scienza e Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino e dalla dottoressa Angelina Cistaro, ricercatrice del Centro PET Irmet di Torino, ha dimostrato che si può individuare preventivamente la patologia attraverso un esame di tomografia ed emissione di positroni con un tracciante analogo al glucosio. Questo metodo, definito PET garantirebbe una diagnosi pari al 95% ma è possibile effettuarlo per il momento solo nei centri di medicina nucleare. A tal proposito il dottor Pagani, ricercatore all’Istituto di Scienze e Tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma ha dichiarato: “una diagnosi precoce è indispensabile per accelerare i tempi d’intervento sul paziente, ma nello stesso tempo favorisce la sperimentazione di nuove terapie e l’identificazione di eventuali familiarità su cui poter intervenire repentinamente”. Lo studio è stato condotto su 195 pazienti poi confrontati con 40 pazienti sani con una tecnica basata sulla somministrazione di un mezzo di contrasto radioattivo che permette di identificarne nel paziente il metabolismo. Lo stesso metodo viene utilizzato anche nella diagnostica dei tumori e grazie a un algoritmo matematico è stato possibile identificare le aree cerebrali che differenziano i malati SLA dai soggetti sani.

L’Assessore alla Sanità, Antonio Saitta ha mostrato la propria felicità nonché orgoglio per i risultati ottenuti dal team medico e ha asserito: “sono felice che la città di Torino sia stata protagonista di questa scoperta ma colgo l’occasione per richiamare l’attenzione sulla necessità di continuare a finanziare la ricerca nonostante questo piccolo risultato raggiunto. Ci sono tante famiglie bisognose di cure e assistenza medica per cui si deve continuare a combattere perché il dolore richiede risposte concrete”.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli