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martedì, 9 Agosto 2022

Sistema pensionistico al crollo con soli 23 mln di occupati

In Italia il sistema pensionistico è fragile: inattività, lavoro nero e tasso di disoccupazione non possono far sì che regga a lungo termine con soli 23 milioni di occupati

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Il sistema pensionistico in Italia sarebbe, ormai, vicino al crollo. A sostenerlo è il presidente INPS, Pasquale Tridico, preoccupato dal tasso di disoccupazione. In un paese con 60 milioni di abitanti, il sistema pensionistico, a lungo termine, non potrà reggere con sole 23 milioni di persone che lavorano.

Sistema pensionistico: inattività, lavoro nero e disoccupazione

Il presidente ha sottolineato l’alto tasso d’inattività, di lavoro nero e disoccupazione concentrato soprattutto al sud Italia. A preoccupare anche la nuova occupazione 2021 che, secondo le parole di Tridico, “È trainata principalmente dal lavoro a termine“.

Pasquale Tridico spiega: “Notiamo une forte crescita delle entrate contributive, c’è una tendenza positiva, il 7% in più, ma restano fragilità come il tasso di inattività che è molto alto. Nel nostro paese – per mantenere il sistema pensionistico – mancano circa 10 milioni di lavoratori tra inattivi, scoraggiati, donne e giovani che non lavorano. Se li avessimo, avremmo una sostenibilità del sistema pensionistico diverso“.

Conclude, infine: “Queste persone mancano soprattutto al sud ma c’è un tasso di lavoro nero che sfugge sia al nord che al sud e anche questo è un fattore di fragilità del sistema“.

Salario minimo e reddito di cittadinanza

Riguardo la situazione economica italiana dell’ultimo anno, secondo il presidente INPS, non sarebbe così impossibile pensare a stabilire un salario minimo.

È evidente che una misura del genere potrebbe portare giovamento alla crescita economica e occupazionale del Paese in abbinamento con la contrattazione sindacale. Un salario di 9€/h non ha le caratteristiche per spiazzare il mercato né per creare disoccupazione.

Nel quadro della situazione economica italiana nel corso della pandemia, non si può escludere dalle considerazioni il ruolo del reddito di cittadinanza. Sempre secondo Pasquale Tridico è innegabile che tale contributo abbia contrastato la povertà in un momento difficile come quello della pandemia.

Ciò non toglie che sia assolutamente necessario rafforzare le politiche attive piuttosto che fare solo affidamento su politiche di tipo assistenziale.

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