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domenica, 24 Settembre 2023

Sindrome di Fregoli: i mille volti di una persona

I medici ricordano infatti che, la memoria visiva non viene alterata, ma ciò che si scompensa o smette di funzionare del tutto, è il meccanismo di riconoscimento di persone, cose, animali.

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La sindrome di Fregoli è una patologia psichiatrica poco conosciuta ma sulla quale ultimamente la scienza dibatte ardentemente.

La Sindrome prende il nome da un trasformista e imitatore italiano, Leopoldo Fregoli; chi soffre di questo disturbo è convinto che le persone che lo circondano siano in realtà tutte lo stesso individuo con diverse fattezze.

Dunque la persona che è affetta da tale sindrome si auto convince che un unico individuo si sdoppi in più entità, o meglio, in più persone dall’aspetto differente.

Il disturbo, per questo motivo è definito monotematico e diventa una vera e propria ossessione che degenera nella sindrome vera e propria.

La condizione di chi è affetto dalla sindrome in questione, vive con angoscia la convinzione che chiunque possa mascherarsi in un’altra persona, improvvisamente.

Sindrome di Fregoli: quali sono le risposte della scienza 

Tale disturbo, oramai sempre più studiata e di discussa in ambito scientifico, è spesso correlata ad altre malattie psichiatriche, come la schizofrenia; essa puó essere legata anche alla somministrazione di determinati farmaci o all’assunzione di sostanze stupefacenti.

Seppur poco conosciuto, si tratta di un disturbo che può colpire in egual modo sia donne che uomini, anche se sembra una patologia più diffusa tra le donne.

Il mancato riconoscimento delle persone, volti noti, parenti, amici, può diventare invalidante col trascorrere del tempo. Inoltre, spesso si sono registrati casi nei quali oltre alle persone, il soggetto affetto da tale sindrome, non riconoscesse neppure animali,   come il proprio gatto, ma anche oggetti di uso quotidiano, luoghi.

La sindrome di Fregoli è un fenomeno molto raro, ma, molto drammatico e problematico per chi ne è affetto. Le persone colpite sono talmente immerse nel loro delirio da diventare talvolta aggressive, spiegano gli psichiatri.

Si tratta sicuramente di un problema  di tipo neurologico, che secondo la medicina rientra tra le patologie di tipo psicologico.

I medici ricordano infatti che, la memoria visiva non viene alterata, ma ciò che si scompensa o smette di funzionare del tutto, è il meccanismo di riconoscimento di persone, cose, animali.

Da ciò conseguono una serie di problematiche quali: allucinazioni, comportamenti aggressivi, atteggiamenti compulsivi, ossessioni, paranoie.

Proprio per la molteplicità di problemi legati alla patologia vera e propria, la ricerca in tale ambito non si ferma, e prova a dare delle risposte sempre più approfondite.

 

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