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lunedì, 17 Gennaio 2022

Sigarette elettroniche, divieto nel Lazio

Dopo la notizia delle morti negli Usa legati alla sigaretta elettronica, la regione Lazio ne vieta categoricamente l'utilizzo in ospedali e studi medici

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Vietato svapare sigarette elettroniche all’interno di ospedali, studi medici e strutture sanitarie della Regione Lazio, questa la decisione della Regione Lazio dopo l’ondata di morti legata all’utilizzo di e-cig attesta presso gli Stati Uniti.

Mauro Evangelisti spiega che, come previsto dalla Regione Lazio, non si potrà più fare quel tipo di sigarette né all’interno di ospedali, né nelle aree circostanti come parcheggi e parchi, uniformando la regolamentazione in merito a quella già prevista per le sigarette tradizionali. 

La Regione insieme all’Istituto Superiore di Sanità ha altresì deciso anche di avviare un monitoraggio all’interno delle scuole per valutare l’utilizzo delle e-cig nei ragazzini di età compresa tra i 13 e i 16 anni.

La diffusione della sigaretta elettronica è infatti molto ampia, soprattutto tra i più giovani, seppur non si conoscano ancora gli effetti a lungo termine, derivanti dall’utilizzo di questi dispositivi, sulla salute, ad avvalorare la tesi della pericolosità risulta essere l’epidemia di morti e malattie polmonari associata all’e-cig e ai liquidi che vengono svapati negli Stati Uniti.

“Abbiamo deciso di intervenire anche nel Lazio, soprattutto per applicare un principio di precauzione, anche alla luce di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti. Gli esperti ci invitano a intervenire”, afferma Alessio D’Amato, assessore regionale alla Salute del Lazio.

In un’intervista la dottoressa Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss, aveva spiegato che “In attesa di avere più certezze, come uomini di sanità pubblica dobbiamo puntare sulla massima cautela e sulle avvertenze ai consumatori. Trattiamola come una sigaretta tradizionale: giusto scriverci può nuocere alla salute, giusto vietare la pubblicità, giusto vietare l’uso nei luoghi pubblici come previsto dalla legge Sirchia. Ripeto: è necessario un atteggiamento prudenziale, in attesa di avere studi più completi. E ai ragazzi insegniamo che non tutto quello che è venduto su internet è privo di rischi, se proprio si deve consumare quel prodotto, si utilizzino i canali ufficiali e controllati”.

 

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