15.2 C
Napoli
venerdì, 9 Dicembre 2022

Sesso: il tabù della verginità

Da non perdere

Apriamo l’argomento con la riflessione di Melissa Panarello , scrittrice conosciuta come MelissaP.

Lì dove fino agli anni Sessanta il tabù era il sesso, oggi è la verginità a spaventare

«In quest’ansia di crescere il più in fretta possibile, liberarsi di quel peso diventa un rito iniziatico».

In origine veniva utilizzata l’espressione “perdita della verginità”, ora si dice “prima volta”. Perché quel primo incontro con l’amore, con il sesso, con il piacere e la paura del corpo proprio e dell’altra persona, è sempre un passaggio di vita, una svolta che lascia il segno. Resta un momento delicato, che oggi risente di una doppia ambivalenza e di un forte cambiamento legato all’avanzare del tempo e delle concezioni della nostra società.

Le motivazioni che i giovani hanno verso il primo rapporto sessuale sono molteplici, da una parte infatti avere il primo rapporto «troppo presto» comporta i rischi di una scelta non ponderata il cui significato simbolico andrebbe elaborato e inserito in un percorso di costruzione della propria identità. Come sappiamo, non  sempre gli adolescenti hanno gli strumenti per gestire le conseguenze emotive della prima volta (per una ragazza su dieci in Italia avviene sotto i 14 anni).

Dall’altro lato arrivare all’appuntamento con la prima volta  «troppo tardi» implica un sentimento di vergogna e di inadeguatezza di inesperienza, con il conseguente timore di essere rifiutati dalla comunità dei coetanei, o anche dal proprio partner.

 «I nostri figli non giocano più a fare i grandi — spiega Alberto Pellai — ma dispongono fin da subito di tutti gli strumenti per indossare un’identità “adultizzata” che non conosce passaggi graduali. Non hanno bisogno di prediche ma di essere aiutati a porsi le giuste domande».

Ma approdare alla sessualità non equivale a scoprire il piacere, di fronte al quale (soprattutto al piacere delle donne) la società prova ancora imbarazzo. Melissa P. ha pagato un prezzo per “100 colpi di spazzola”? «Certo. Le donne non devono avere voglie, desideri, tanto meno scriverne — per di più, la scrittura femminile è carnale, corporea. Il problema non si pone per gli uomini».

In epoca di sessualizzazione precoce, con un flusso continuo di stimoli e pressioni da più direzioni, tra queste sicuramente anche i social network e l’utilizzo di internet, che collegano gli indici di popolarità degli adolescenti nel «gruppo» direttamente all’esperienza sessuale, i ragazzi si sentono spesso chiamati a prove di potenza fisica senza potersi dare il tempo di collegare corpo e mente, mentre le ragazze sono spinte verso un’immagine sempre più standardizzata, sexy, ammiccante.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli