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sabato, 2 Luglio 2022

Sergio Leone: 36 anni di “C’era una volta in America”

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Gilda Caccavale
1996 - Laureata e specializzanda in scienze politiche. Da sempre appassionata di scrittura nella sua potenzialità di condividere e trasferire sottili intuizioni e prospettive, o irripetibili combinazioni dell'essere. Fermare la "visione" significa assistere l'evoluzione, e m'illumina d'immenso!

Oggi sono esattamente 36 anni dall’uscita della pellicola “C’era una volta in America” di Sergio Leone, con Robert De Niro, James Woods e Elizabeth McGovern.

Si tratta di una pellicola tratta dal romanzo di Harry Grey “The Hoods”, del 1952. Il film, in particolare, si concentra su quello che è il racconto sviluppato su circa quaranta anni, dagli anni Venti agli anni Sessanta, trattando della storia del criminale David e dei suoi amici. Si racconta di come i ragazzi trasformino la loro quotidianità, prima costruita all’interno di un ghetto ebraico e poi, cambiando completamente ambiente, nella malavita organizzata di New York nei tempi del proibizionismo e post- proibizionismo.

Venne presentato per la prima volta, fuori concorso, al trentasettesimo festival di Cannes, ed è il terzo della “trilogia del tempo” (1968 – 1984) di Sergio Leone, formata da “C’era una volta il West” (’68), “Giù la testa” (’71) e appunto “C’era una volta in America”, uscito il 6 luglio del 1984!

Il film, più passa il tempo più viene considerato un vero e proprio capolavoro dalla critica. Ha un finale aperto che lascia lo spazio a diverse interpretazioni. “L’alto significato allegorico, la perfezione tecnica, l’atmosfera e il suo modo di trattare le più grandi emozioni come amicizia, amore e malinconia lo rendono unico e inarrivabile”.

Si tratta di un’opera che è stata preceduta da un lavoro lungo ben dodici/tredici anni. Il progetto prende forma quando il regista legge il libro di cui sopra, dal quale trarrà ispirazione per definire la trama a cui stava lavorando.

Leone cominciò a scrivere, poi decise di avvalersi di diversi collaboratori, chiamando a lavorare con lui Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Enrico Medioli, Franco Arcalli e Franco Ferrini. Una volta terminata la sceneggiatura venne proposta al produttore statunitense Arnon Milchan, il quale avrà un ruolo anche nel film, che decise di produrlo.

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