Serena Baldaccini, visual artist, nonché General Manager della rivista online Almax Star Magazine, ha gentilmente acconsentito al rilascio di un’intervista esclusiva ai microfoni della testata giornalistica online XXI Secolo.
L’artista racconta se stessa e la sua arte, facendoci comprendere il proprio punto di vista fortemente eclettico. Innovazione e classicismo, i due concetti che si intrecciano nella sua vita e che sono il filo conduttore della piacevolissima intervista.
Scopriamo insieme chi è Serena Maria Baldaccini, di cosa si occupa e quanto innovativa sia la sua arte.
L’intervista
Chi è Serena Baldaccini e di cosa si occupa?
«Serena Baldaccini, nasce come vision artist, trattasi quindi di arti visive. Il mio mezzo è la macchina fotografica, ma non sono una fotografa; attraverso di essa, io, sul soggetto reale, sullo scatto che realizzo, lavoro digitalmente. Sembra che io sia l’unica al mondo a realizzare i cosiddetti fantasy su soggetti reali.

L’altra cosa di cui mi occupo è Almax Star Magazine, magazine d’arte online, che si poggia totalmente sui social network e, ovviamente, nel web. Sta riscuotendo molto successo. Mi trovo spesso a collaborare con grandi personaggi, grandi del management, delle grandi produzioni musicali e dei grandi personaggi, televisivi e non, ma non tutti sanno utilizzare, ad oggi, i social network, quindi si appoggiano come normale conseguenza a me.
Ho una socia in questa mia avventura, che con orgoglio vado a citare, che è Alessia Marani, della ZataNet. Lei è una web master, quindi lei si occupa del sito. Ci dividiamo un po’ i compiti in questa grande struttura che è Almax Star Magazine.»
Da dove nasce l’arte di Serena Baldaccini?
«Io credo che l’arte non nasca dentro di noi, ma che faccia parte di noi. È nel DNA, un artista non lo si fa, lo si è. È così che funziona.
Il talento è raro in quanto tale, pertanto è impossibile spiegarlo, perché non se lo spiega neanche l’artista.
L’arte non si spiega, si vede, si sente, si annusa, sono cose legate alle percezioni, non fanno parte di questa dimensione. Non c’è niente di umano nell’arte e in quello che io faccio.»
Quando scopre di essere un’artista?
«In realtà l’ha scoperto una persona che, ad oggi, è una mia carissima amica, nonché la mia curatrice d’arte, che ha l’esclusiva sulle mie opere, il cui nome è Maria Grazia Todaro.
Critico d’arte, gallerista della QueenArtStudio di Padova, è stata lei che un giorno, vedendo un mio scatto fatto ad una persona, mi ha chiesto se potessi fare la stessa cosa su un soggetto in natura.
Io realizzai quelle che sono le mie due tele più importanti, una fonte termale molto importante di Firenze, fonte spesso trascurata dai passanti.
L’altra è uno splendido albero, sito al Bobolino, sempre a Firenze. Queste due opere sono le tele che lei sta portando da diversi anni in giro per le gallery, a Londra, a Parigi al Louvre, ad Art Monaco, insomma in diverse realtà di cui lei si occupa.
Io le sono molto molto grata, perché senza di lei io non avrei neanche compreso l’importanza di quello che stessi facendo.»
Quindi, dopo quest’epifania del Suo talento decide di dedicarsi completamente all’arte?
«No, in realtà, arte intesa come il mio essere vision artist no, faccio anche questo. Non sono una persona che si focalizza su un’unica cosa, mi piace fare tante cose, che sicuramente girano tutte in un settore che è quello artistico.
La rivista stessa, ripeto, è una rivista d’arte. Un mese fa è stata recensita dalla QueenArtStudio, in quanto essa stessa rappresenta un’opera d’arte. Le nostre impaginazioni non sono mai identiche, me ne occupo io personalmente.
Mi sono spesso sentita dire, da quelli “bravi”, come li chiamo io, cioè coloro che realizzano riviste online precise, con lo sfondo bianco, la rivista classica, intendendola come “quella giusta”, che mi sarei dovuta rapportare a quelli che sono i canoni.
In questo modo io ho realizzato di fatto quella che credo sia l’unica rivista online recensita, la quale rappresenta essa stessa un’opera d’arte. Ringrazio questi signori per avermi dato l’indicazione “sbagliata” perché mi sono orientata verso tutt’altra direzione, ed ho fatto bene.»
Che ruolo gioca l’arte nella Sua vita quotidiana?
«Dipende. Ci sono, ovviamente, cose che mi piacciono ad oggi, ed altre no. Sono molto legata all’arte del passato. Ho apprezzato molto Enzo Pazzagli, massimo esponente di arte contemporanea, il quale ha lavorato con la lancia termica.
Molte delle sue opere sono collocate a Firenze, nelle rotonde, nel parco Pazzagli che, ad esempio, è pieno di queste sue opere fantastiche, conosciute in tutto il mondo.
Lui è venuto a mancare qualche mese fa ed era un mio grandissimo amico.
Giusto queste ho apprezzato di opere.
Che funzione hanno e che ruolo hanno? Di emozionarmi, semplicemente.
Ecco, se dovessi definire qualcosa ad oggi ancora in grado di emozionarmi, la cercherei o in un bel tramonto, in un cielo fantastico, o in un’opera d’arte, che sia degna di essere definita tale.»
A quale artista o periodo artistico storico è particolarmente legata o affezionata?
«Il Rinascimento tutto.
Ripeto, ho comunque la fortuna di vivere vicino la città che rappresenta la ricchezza artistica appunto di quel periodo, per cui assolutamente il periodo a cui sono più legata è quello rinascimentale. Gli artisti tutti, assolutamente, tutti i grandi geni di quel periodo.»
La redazione de XXI Secolo sentitamente ringrazia l’artista Serena Baldaccini per la gentile concessione dell’intervista, svoltasi all’insegna della cortesia. La redazione ringrazia altresì l’artista per la disponibilità mostrata, cogliendo l’occasione per augurarLe una carriera florida e ricca di successi.





