Il sequestro Getty, un giallo italiano

Scott Ridley
Getty Paul Rapimento

All’inizio del nuovo anno è uscito nelle sale un film passato sotto tono, nonostante la regia di un mostro sacro del cinema come Ridlay Scott garanzia del film di qualità. La pellicola è “Tutti i soldi del mondo” e racconta un evento che mise a soqquadro l’Italia intera nei primi anni settanta.

Il rapimento dell’omonimo nipote del magnate petroliere inglese Poul Getty rapito dalla mafia calabrese e tenuto in ostaggio per cinque mesi.Il film, che ha come scenario la Roma degli anni 70, riproduce fedelmente il clima di quegli anni vissuti dalla gioventu dell epoca tra vizi e stravizi.

Due ore intense, che incollano lo spettatore alle poltrone pur essendo a tratti o soprattutto nelle scene della prigionia il film un Po lento. A vestire i panni del petroliere miliardario, arido venale e totalmente insensibile a tutto ciò che non costituisce un affare commerciale o un investimento, un Cristopher Plummer che si è calato perfettamente nel ruolo, forse anche perche  reduce dall interpretazione di un altro avaro il personaggio Scrooge del film  l’uomo che inventò il Natale. Ma ritornando alla storia, perché il rapimento Getty è un pezzo della nostra storia, per comprenderne il clamore mediatico che ne scaturì, occorre capire il periodo storico che l Italia stava attraversando. Il rapimento Getty si abbatté sull’ Italia come un ciclone in un periodo storico già complicato dalle brigate rosse, dall’ uccisione di Aldo Moro e dalla crisi economica che risente della caduta precipitosa del dollaro nelle borse di Wall Street..Ed è proprio in questa cornice travagliata, che si inserisce il fenomeno dei sequestri illustri prima appannaggio solo dei sardi e poi successivamente anche della ndrangheta che comincia a mirare al di fuori dei confini territoriali. Ma quello che scosse l opinione pubblica, fatta per la stragrande maggioranza di onesti ed umili operai e contadini, ben lontani dalle logiche di potere, fu l’intransigenza del magnate di fronte alla poderosa richiesta di riscatto.Infatti il vegliardo il prima battuta rifiutò alcuna trattativa con i rapitori, conscio che qualora avesse abbassato il capo e mostrato debolezza, pur di fronte agli affetti, avrebbe prestato il fianco a nuove iniziative criminali, sfiancando così la tenacia dei rapitori. Solo di fronte alla mutilazione di parte dell’orecchio del giovane acconsentì ad addivenire ad una trattativa.In resto è storia. Paul Gatty III negli anni a venire non mostro’di avere la tenacia ed il polso del nonno. Morì , diseredati, a 54 anni dopo anni vissuti tra droga ed alcool che avevano compromesso la sua vita portandolo alla paralisi degli arti inferiori.

 

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