In tante per dire no, soprattutto quando si parla di violenza sessuale.
“Senza consenso è stupro”, è questo lo slogan che ha aperto il corteo nazionale partito oggi da piazza della Repubblica a Roma contro il ddl Bongiorno sulle violenze sessuali. Migliaia di persone, soprattutto donne, ma anche uomini, associazioni, sindacati e rappresentanti politici, hanno attraversato le vie del centro fino a piazza San Giovanni per chiedere il ritiro o la modifica del provvedimento.
Senza consenso è stupro
Al centro della manifestazione un tema importantissimo, quello del consenso, senza il quale un rapporto è definito stupro.
Ricordiamo che proprio il consenso, permette e riconosce alla donna di scegliere sempre il rapporto: se dice sì è sì, se dice no è no e non dovrà dimostrare la resistenza che ha opposto a quell’atto sessuale
Difatti, la critica principale riguarda la trasformazione del concetto di consenso in “manifestazione del dissenso”, con il rischio di spostare il peso probatorio sulle donne che denunciano atti di violenza subiti.
Secondo la senatri leghista Giulia Bongiorno il testo nasce con l’intento di tutelare le donne, ma non sembra essere così. Nel corso dell’esame parlamentare, la formulazione è stata modificata: il riferimento esplicito al consenso è stato eliminato, con relativo rischio giuridico che sposta l’ago della bilancia alla verifica di un eventuale “no” da parte della donna.
Senza consenso è stupro, si tratta di un concetto piuttosto semplice, che dovrebbe mettere d’accordo tutti, poiché lo stupro e altri reati sessuali costituiscono un gravissimo attacco all’integrità fisica, mentale e all’autonomia sessuale di chi li subisce.
Chi è vittima non deve dimostrare di aver detto no, lottando fino a mettere a rischio la propria vita, dev’essere tutelato dalla legge, senza aver paura di parlare, come troppo spesso accade.
L’appello e l’auspicio dei manifestanti è che il Parlamento reinserisca esplicitamente il riferimento al consenso come criterio cardine, in coerenza con la Convenzione di Istanbul e con l’impianto che, nel 1996, ha definitivamente superato l’impostazione del Codice Rocco.

