Senigallia; il sindaco chiede verità per Giulio Regeni Il sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, ha chiesto in una lettera indirizzata a Conte e a Di Maio che il governo faccia luce sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore triestino morto in Egitto nel 2016

Senigallia

Il sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, ha mandato una lettera al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio affinché venga chiesto al Governo di far luce luce sulla tragica vicenda di Giulio Regeni il ricercatore triestino morto in Egitto nel 2016.

Tale lettera Massimo Olivetti l’ha inviata a Roma. L’amministrazione comunale aveva collocato sulla facciata del municipio uno striscione con su scritto “verità per Giulio Regeni”. Sono passati quasi 5 anni oramai e sulla morte e sulle torture subite dal ricercatore friulano non traspare ancora nulla, niente sembra essere stato svelato.

Questo silenzio e il poco riguardo verso una vicenda che pare essere stata messa da parte, hanno spronato il sindaco di Senigallia, che non si arrende e chiede ancora verità e giustizia per il nostro connazionale. Scrive Massimo Olivetti che nonostante il tempo sia passato dall’insediamento dell’attuale governo nazionale e nonostante le tante promesse continua ad avere la sensazione che lo Stato non si stia mobilitando e che non sia ancora riuscito nel suo intento di avere delle risposte dalle autorità egiziane, come è stato richiesto dalla famiglia e dal resto degli italiani, che ancora oggi pretendono giustizia, giustizia che si può ottenere solo facendo chiarezza. Per questo il sindaco di Senigallia ha tentato di richiamare l’attenzione dei vertici governativi, per smuovere di nuovo le acque e porre fine a questo silenzio durato anni.

“Abbiamo rimosso il drappo ormai consunto e rovinato-conclude Massimo Olivetti-e abbiamo scelto di manifestare la nostra posizione nei confronti del governo italiano in modo ufficiale, precisando che seguiremo con costanza la vicenda utilizzando questa via, che ci appare più efficace e incisiva”.

Purtroppo rapimenti in posti del genere stanno diventando assai frequenti. Per alcuni si è scoperta la verità dei fatti, per altri invece è rimasta in sospeso, come per il nostro Giulio Regeni.

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