Sen. Tonelli:telecamere su auto e divise forze dell’ordine

UNARMA

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”Quousque tandem!”, è il commento a caldo riguardo alle dichiarazioni rilasciate ieri dal Sen. Tonelli in riferimento ad un episodio accaduto nei giorni scorsi all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, che è servito quale spunto per rilanciare una proposta giàpresentata sette anni fa. “Servono telecamere su tutte le divise delle forze dell’ordine, su tutte le auto e nelle celle di sicurezza. La verità e la trasparenza sono il miglior strumento”, dice l’ex segretario del sindacato di polizia Sap, “visto che ogni giorno gli operatori vengono raggiunti da false denunce e rischiano di diventare imputati in procedimenti connessi. I poliziotti chiedono di rispondere di ogni loro respiro. Non vogliono sconti per il loro lavoro, che li espone continuamente a falsi accuse. Le telecamere, gestite in accordo con il garante della privacy, possono garantire il massimo della trasparenza e tranquillità”.

“Trasformare i mezzi e gli uffici di polizia-dichiara il Segretario Generale Antonio Nicolosi-in una sorta di “grande fratello” non appare la soluzione più idonea a garantire maggiore trasparenza nelle attività delle forze dell’ordine, ma piuttosto un ulteriore passo in avanti nell’opera di delegittimazione e di compressione operativa che da diverso tempo viene portata avanti dapiù parti nei confronti del comparto sicurezza, il cui operato è costantemente oggetto di verifica e valutazione in primis da parte della Magistratura e degli altri organismi competenti.

La realizzazione su scala nazionale di un progetto del genere, che fosse seriamente finalizzato a costituireuna“vera garanzia” dell’operato delle forze dell’ordine e non un provvedimento “spot”, richiederebbe la costruzione di un’infrastruttura telematica di connessione e conservazione di dati dal costo esorbitante, stante l’esigenza di raggiungere anche i presidi più distaccati dell’Arma dei Carabinieri. Tali fondi, forse, potrebbero essere meglio impiegati per l’acquisizione di capi di abbigliamento tecnico più adeguati alle situazioni operative attuali, migliori dispositivi di protezione individuale, ovvero per riportare a condizioni di vivibilità e di sicurezza dignitose le infrastrutture dei reparti, specie quelli più periferici.

Parlare oggi,di telecamere ci appare fuori luogo, quando vediamo carabinieri operare sul territorionazionalecon uniformie scarpenon conformi all’attualità della sicurezza”.

Roma, 20 novembre 2020

UNARMA ASC-Comunicazione

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