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venerdì, 19 Agosto 2022

Sedicenne violenta bimba di 10 anni

Un ragazzo sedicenne inglese violenta una bambina di soli dieci anni mentre torna da scuola, poi la lascia morire in un torrente.

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Sarebbe stato un ragazzino inglese di 16 anni a stuprare una bambina di soli dieci anni mentre quest’ultima faceva ritorno a casa da scuola. Dopo l’avrebbe lasciata a morire in un ruscello.

Queste le ricostruzioni delle autorità effettuate seguito delle indagini condotte dalle forze dell’ordine e riportato dal Sun.

Il tribunale di Bristol sarebbe giunto alla conclusione che l’adolescente, il quale non può essere legalmente nominato, avrebbe afferrato la giovane scolara da dietro, più precisamente per la gola, per poi trascinarla in acqua nel Devon.

La bimba avrebbe prima perso conoscenza. Solo giunto a quel punto il sedicenne l’avrebbe violentata per poi lasciarla morire all’interno del torrente gelido. I fatti sono avvenuti nell’ottobre dell’anno scorso.

Stando alle ricostruzioni dell’accaduto, avvenute per mezzo delle dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini, la madre della vittima, preoccupata dall’insolito ritardo, le avrebbe inviato un messaggio sul telefonino chiedendole dove fosse, completamente ignara di quanto di lì a poco avrebbe scoperto.

Poco dopo, infatti, una conoscente si è precipitata a casa sua per informarla riguardo lo spiacevole ritrovamento. Avrebbe infatti rinvenuto la bimba moribonda nei pressi del fiume.

La piccola avrebbe cercato anche di respingere l’aggressore utilizzando “le mosse che aveva appreso dai video di autodifesa” ma non era riuscita a “dargli un calcio all’inguine”, questo è quanto evince dalle indagini.

La Corte di Bristol ha interrogato il ragazzo, che adesso ha 17 anni, il quale ha ammesso di aver soffocato la bambina e di averla violentata sessualmente, ma respinge le accuse di tentato omicidio.

Secondo le prime indiscrezioni la piccola avrebbe anche preso il suo cellulare per chiamare la madre e avvertirla di essere nei pressi di casa quando ha sentito dei passi dietro di lei.

“È stato lui ad afferrarla da dietro, lo sappiamo perché lui stesso lo ammette. La vittima pensava che stesse per morire, ha pensato che un modo per evitare l’intera faccenda era fingere che fosse già morta, così si è lasciata cadere e ha chiuso gli occhi. Sperava che chiunque fosse la persone che le teneva il collo avrebbe potuto mollarla e lasciarla andare. Ma quando lui ha finito di fare quello che stava facendo, lei è svenuta”, ha affermato il procuratore Anna Vigars, rivolgendosi all’imputato, ricostruendo il momento dell’aggressione.

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