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venerdì, 27 Maggio 2022

Secondigliano e giardinieri ‘fai da te’

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Giardinieri ‘fai da te’ a Secondigliano, quartiere a Nord della periferia di Napoli: una signora residente in via Improta, precisamente nei cosiddetti Bassi Censi, secondo alcune testimonianze, il giorno 28 maggio, di sua spontanea volontà, si è armata di motosega elettrica e ha potato tutti i rami e le fronde di alcuni alberi del viale.

Gli abitanti del posto, indignati e arrabbiati da tale comportamento, si sono recati al Comune di appartenenza per presentare reclamo ai Vigili Urbani e sporgere così denuncia. Il Corpo dei Vigili Urbani si è quindi recato sul luogo dell’accaduto e ha effettivamente constatato che la sedicente giardiniera fai da te aveva tagliato tutti i rami degli alberi, depositando le foglie, le fronde e i rami potati, sul ciglio di un marciapiede accanto ai cassonetti della spazzatura. I Vigili hanno subito proceduto con un verbale e una multa per la signora ‘giardiniera’, ma per la pulizia della strada sembra ci sia ancora molto da aspettare. Pare infatti che lo smaltimento del materiale venuto ad accumularsi in via Improta non rientri tra i compiti del Corpo di Vigilanza del quartiere; questi ultimi inoltre, non hanno segnalato l’accaduto alle autorità competenti per risolvere la questione.

Comune di Napoli? Asia Napoli? Corpo Forestale dello Stato? Il problema rimbalza, come una palla, per competenze tra i vari uffici istituzionali e intanto i rami tagliati e le fronde degli alberi potati giacciono ancora lì sul marciapiede, accanto a una colorata spazzatura. «Tre giorni sono passati e quei rami sono ancora lì! Chissà quando avremo il piacere di vedere la strada ripulita!» esclama un signore residente nei dintorni. Stando alle dichiarazioni di alcuni testimoni, la fantomatica giardiniera avrebbe deciso autonomamente di potare i rami degli alberi perché davano fastidio e andavano a urtare proprio contro la sua finestra.

I Bassi Censi in realtà nella memoria storica di Secondigliano sono sempre stati teatro di episodi ‘curiosi’ legati ai personaggi che li hanno abitati. Troppo alti per essere interpretati come caseggiati, troppo bassi per essere equiparati ai ‘grattacieli’ di Scampia, i Bassi Censi avrebbero dovuto fornire spazi a piccoli negozi e ad attività commerciali. Negli anni ’70 poi, tra le viuzze del cimitero, gli stucchi umbertini e gli alveari degradati di via del Cassano, i Bassi Censi, destinati a delle funzione di depositi e scantinati, vengono occupati da alcuni abitanti di Secondigliano. La storia da oggi può dunque annoverare il fatto che alcuni residenti dei Bassi Censi si proclamino automaticamente giardinieri del Comune; resta muta la risposta alla domanda: chi preleverà i rami potati?

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