Sea Watch 3: Salvini scrive a Conte

Irremovibile la posizione del vicepresidente del Consiglio

Sea Watch 3

In merito al caso della Sea Watch 3, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha scritto al premier Giuseppe Conte, ribadendo la politica dei “porti chiusi” e chiedendo che sia l’Olanda a farsi carico della nave, da 9 giorni ferma in acque internazionali, a 15 miglia da Lampedusa.

Di seguito le parole del vicepresidente del Consiglio:

Si tratta di una condotta la cui gravità è resa palese dalla ferrea determinazione con la quale la nave, rifiutando il P.O.S. (Place of Safety) indicato dalle competenti autorità libiche, ha deciso, malgrado il luogo ove era avvenuto l’evento, di far rotta verso l’Italia e di considerare il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo Italiano responsabile per l’individuazione del porto di sbarco, in sfregio al riparto delle competenze e alla normativa in materia.                                                                                    Ferrea determinazione ulteriormente confermata dalla circostanza che la Sea Watch 3 staziona, da ben sette giorni, ai limiti delle nostre acque territoriali, pur avendo richiesto, sin dall’inizio, un porto di sbarco anche al proprio paese di bandiera, che avrebbe potuto raggiungere con una navigazione di durata inferiore.                                              Ebbene, non appare potersi legittimamente consentire ad alcuno di decidere autonomamente, al di fuori dell’esistente quadro giuridico, dove e come condurre cittadini di paesi terzi.                                                                                                      Peraltro, tale scelta si risolve nella perdurante penalizzazione di quei paesi europei (Italia e Malta) che, per la mera posizione geografica, si trovano più vicini all’Africa di altri Stati Membri quale, nel caso di specie, lo stato di bandiera.                                                     A fronte della presenza della nave Sea Watch 3 al largo delle nostre coste e della possibile evoluzione della situazione a bordo, ritengo necessario che la perdurante efficacia del provvedimento di divieto di ingresso, transito e sosta della nave nel mare territoriale nazionale sia accompagnata da un’energica nuova iniziativa di sensibilizzazione nei confronti delle autorità dei Paesi Bassi, quale stato di bandiera.                               Reputo, in particolare, doveroso richiamare l’attenzione dei Paesi Bassi sul responsabile esercizio dei propri poteri sovrani sulla nave e sulle persone a bordo, nonché sulla conseguente esigenza di porre in essere, prontamente ed efficacemente, ogni azione necessaria, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, affinché sia assicurato il rispetto integrale del complessivo quadro normativo.                                                               Tale intervento appare essenziale per completare le recenti iniziative, adottate dal nostro Governo, sul controllo delle frontiere e in tema di contrasto all’immigrazione illegale. Iniziative che hanno segnato un concreto punto di svolta nella gestione dei flussi migratori illegali via mare, nel pieno rispetto dei diritti umani.                                                        Il rigetto, da parte del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, dell’istanza cautelare, presentata dalla Sea Watch nei confronti del decreto interministeriale del 15 giugno u.s., rappresenta una prima conferma della legittimità del nostro operato“.

 

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