Scuola: si riparte tra dubbi e incertezze, la Campania rinvia Molte sono le regioni che posticipano l'apertura delle scuole tra cui la Campania

Scuola

La scuola riparte, ma con molti nodi irrisolti. Tra le cose che più si discute è l’assenza dei docenti e operatori scolastici in quanto non ritenuti tutelati. Intanto sono iniziati i corsi di  recupero, in alcuni casi in presenza e altri a distanza in modalità DAD.

La regione Campania inizia a valutare seriamente la proposta del presidente Vincenzo De Luca che chiede  di posticipare l’apertura, tenendo in considerazione come data di inizio il 24 settembre, ossia dopo le elezioni politiche, al contrario di molte regioni che apriranno tra l’8 settembre e il 14, a fronte dell’incontro dei componenti scolastici di qualche giorno fa che hanno deciso di ripartire normalmente per le date sopra indicate.

Domani in Campania si terrà appunto l’incontro decisivo tra tutti i componenti del mondo   della scuola. Vi riportiamo come ha annunciato dal presidente Campano in un intervista: “Si avrà un quadro più completo della situazione e si potrà valutare ogni decisione sulla base di dati oggettivi“.

Non solo la Campania, ma anche altre regioni avanzano la richiesta di posticipare il suono della campanella che avvia al nuovo anno scolastico. Infatti dopo la Campania che ha già ufficializzato che sarà dopo il 20 settembre l’apertura,  anche Puglia, CalabriaAbbruzzo e Basilicata pensano ad un rinvio dopo il 20 settembre,  giorno del referendum e appunto delle elezioni regionali.

Per le altre regioni però, al momento,  si tratta solo di ipotesi, mentre per la Campania pare sia quasi definitiva.  Il Friuli ha invece già deciso per la ripartenza il 16 settembre e la Sardegna per il 22. Ad inaugurare per prima l’anno scolastico sarà la provincia autonoma di Bolzano, dove la campanella suonerà il 7 settembre.

Tutte le altre dovrebbero ricominciare il 14. I punti interrogativi, d’altronde, sono ancora molti, dagli organici alle aule, e poi i banchi monoposto che arriveranno in ritardo in molti istituti, gli spazi inadeguati, oltre al nodo mascherine, che dovrebbero essere obbligatorie all’uscita e negli spostamenti dentro l’istituto ma non in classe se c’è il metro di distanza. Da non dimenticare neppure il problema dei docenti fragili, vale a dire gli over 55 con fattori di rischio, circa 400mila lavoratori, per i quali dovrebbe arrivare nelle prossime ore una circolare del Ministero della Salute dopo il boom di richieste di esonero arrivate ai presidi nei giorni scorsi.

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