Scuola: niente più cellulari per studenti e prof

Il disegno di legge partito ieri in Commissione cultura prevede una rivoluzione nel mondo della scuola: vietati i cellulari in classe ad alunni e prof; si torna a studiare l'educazione civica

Partite le proposte della Lega sulla reintroduzione dell’educazione civica nella scuola primaria e secondaria e sul divieto dell’uso dei telefoni cellulari in classe. Divieto destinato sia agli alunni che ai professori, “salvo casi particolari specifici”. I cellulari verrebbero consegnati in presidenza e, se fosse necessario effettuare una chiamata urgente, ci si dovrebbe rivolgere alla segreteria.

Per quanto riguarda la legge che reintroduce l’educazione civica, il relatore nominato in Commissione cultura sarà Colmellere della Lega, secondo cui “l’insegnamento dell’educazione civica deve servire non solo ad avvicinare i giovani alla conoscenza delle istituzioni, ma anche a sensibilizzarli alla solidarietà, accompagnandoli in percorsi di coesione sociale. L’educazione civica – si legge nel testo – deve pertanto facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del volontariato e la loro integrazione con le persone con disabilità”.

Ancora incerti molti punti: probabilmente la materia non sarà oggetto di studio al primo anno per non allungare di un’ora l’orario scolastico; si discute inoltre su quali docenti debbano impartire tali tipi di lezioni, perché alcuni ritengono ci si possa basare sugli insegnanti già previsti, mentre altri considerano necessarie altre figure professionali.

Quattro gli articoli del disegno di legge: stabilito un tetto annuale di 33 ore, “da affidare ai docenti dell’area storico-geografica nelle scuole secondarie di primo grado e ai docenti dell’area economico-giuridica nelle scuole secondarie di secondo grado”. Nella scuola secondaria di primo grado l’educazione civica sarà “oggetto di esame di fine ciclo”. Si istituisce inoltre un premio annuale per l’educazione civica destinato agli studenti più meritevoli in tale disciplina in ogni ordine e grado di istruzione.

Le proposte saranno poi raccolte ed integrate in un unico testo che giungerà a febbraio in Parlamento. “Non sarà una imposizione di leggi dall’alto – afferma il leghista Capitanio -, ma una condivisione alla pari, con insegnanti e genitori. Sarà un percorso condiviso con tutti, senza bandiere”. Per riportare l’educazione civica a scuola si chiede anche uno stanziamento dei fondi: “Per tali attività è autorizzata una spesa di 2 milioni per il 2019 e di 5 milioni annui per il 2020 mentre lo stanziamento del Fondo per il 2021 ammonta a 26 milioni”.

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