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mercoledì, 6 Luglio 2022

Scuola: 32 miliardi dall’Europa

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Mariapaola Ramaglia
Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e in Economia Aziendale e sono Mediatrice Familiare. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei minori e sostenere famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

L’Europa ha stanziato 32,2 miliardi di euro per la scuola italiana. Questi fondi dovranno essere utilizzati per mettere in pratica entro il 2020 degli interventi precisi che l’Unione Europea già da tempo chiede al nostro Paese. Ecco, quindi, a cosa serviranno questi soldi.

Scuola e abbandono scolastico. I fondi dovranno essere utilizzati, in primo luogo, per combattere la dispersione e l’abbandono scolastico. L’Europa chiede “azioni più mirate e coordinate”, con l’obiettivo che il tasso di dispersione scolastica passi al 10% e che la percentuale di popolazione che termina l’Università salga al 40%.

Potenziare le competenze. Negli ultimi anni, il livello dell’istruzione degli studenti italiani relativamente alla lettura e alla matematica è migliorato, ma, comunque, rimane più basso degli altri Paesi. E’ questo il risultato dell’ultima indagine OCSE-PISA. L’Europa, perciò, chiede all’Italia di migliorare le competenze degli studenti in questi campi.

Scuola e lavoro. Un’altra richiesta dell’Unione Europea riguarda i rapporti fra la scuola e il mondo del lavoro, che devono essere incrementati anche istituendo percorsi di studio professionali e tecnici che rendano gli studenti più qualificati. Questa iniziativa è, tra l’altro, anche contemplata tra le proposte della Buona Scuola.

Valutazione scuola. L’UE, infine, vuole che l’Italia utilizzi i fondi stanziati anche per intervenire sul sistema di valutazione della scuola e dell’offerta formativa di ciascun istituto. Questa questione è già stata considerata dal MIUR, che ha recentemente pubblicato sul suo sito una direttiva in merito alle priorità del sistema di valutazione relativo ai prossimi tre anni scolastici.

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