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lunedì, 29 Novembre 2021

Scoperta in America la proteina che può bloccare l’obesità

Team coordinato da un ricercatore italiano in America scopre la correlazione tra la proteina Elf4e e l'aumento di peso

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Scoperta in America la proteina che può bloccare l’obesità grazie ad uno studio su topi coordinato da un italiano. Si tratta del ricercatore Davide Ruggero dell’Università della California a San Francisco.

Il Dott. Davide Ruggero ha dimostrato, coordinando uno studio pubblicato sulla rivista Nature Metabolism, che diminuire l’attività della proteina Elf4e riduce l’acquisto di chili di troppo. Anche nel caso in cui si seguisse un’alimentazione molto ricca di grassi.

La proteina Elf4e svolge un ruolo nell’avvio della sintesi proteica. Si trova in tutte le cellule dell’organismo e limitata, farmacologicamente o geneticamente, blocca l’aumento di peso. Potrebbe diventare, nel prossimo futuro, la protagonista dei programmi contro l’obesità. 

Scoperta in America la proteina che blocca l’obesità: le dichiarazioni del ricercatore italiano Davide Ruggero

“Abbiamo scoperto che la proteina Elf4e aiuta a immagazzinare i grassi, e i topi con solo il 50% di questa proteina mangiavano molto ma non prendevano peso“, spiega Davide Ruggero. 

Una dieta ricca di grassi causa l’accumulo di ‘goccioline lipidiche’ negli organi interni. Un loro eccesso può causare malattie invalidanti, come nel caso della steatosi epatica non alcolica, anche detta fegato grasso.

Con la limitazione della proteina Elf4e, però, si riduce la formazione di queste ‘goccioline lipidiche’. I topi che hanno la proteina in quantità limitate sono più attivi e non presentano problemi al fegato nonostante l’alimentazione ricca di grassi.

Continua Davide Ruggero: “se i topi normali e quelli con meno Elf4e corressero una maratona dopo aver mangiato, questi ultimi vincerebbero perché brucerebbero i grassi con maggiore efficienza”.

Tra l’altro, l’aumento dell’attività della proteina Elf4e è, secondo gli autori dello studio, una delle principali cause di tumori. Per questo, il team guidato da Davide Ruggero aveva già sviluppato un farmaco — ora in via di sperimentazione — per pazienti oncologici.

A questo studio, segue la scoperta della correlazione tra l’aumento di peso e l’attività della proteina. Questo stesso farmaco, valido per diverse forme di cancro, limitando l’attività di Elf4e riduce anche i livelli di obesità, l’accumulo di grasso e la steatosi epatica nei topi sottoposti ad un’alimentazione ricca di grassi.

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