Scontro Purgatori – Giordano in diretta: Lodato chiarisce Durante Atlantide (programma in onda su La7), l'avvocato di Contrada, telefona in diretta

Scontro Purgatori - Giordano
Atlantide La7, puntata 20 maggio 2020

Scontro Purgatori – Giordano in diretta Tv. L’avvocato Stefano Giordano, legale di Bruno Contrada, chiama durante la diretta televisiva ed offende Andrea Purgatori. L’oggetto del contendere è l’intervista collezionata da Purgatori a Saverio Lodato che tira in ballo il suo assistito. L’intervistato telefona sul finale per confermare.

Scontro Purgatori – Giordano in diretta: Lodato chiarisce e l’avvocato fa una figuraccia

Si stava parlando di Mafia, e già questo dovrebbe bastare a spegnere le polemiche facendo si che tutti si trovino d’accordo. Ad Atlantide, che di consueto viene messo in onda da La7 il mercoledì, Andrea Purgatori mette in piedi un racconto sugli anni delle stragi. Inevitabilmente il primo piano è sulle figure di Falcone e Borsellino, così come sugli uomini della scorta che persero con loro la vita. Si parla di processi, si fanno ricostruzioni di fatti ed il tutto si ricollega alla trattativa Stato – Mafia.  Un filone di inchiesta delicato, che anche solo a parlarne vengono i brividi.

Durante la messa in onda si parla soprattutto della dietrologia e lo si fa con interviste mirate. Al fratello di Paolo Borsellino, al figlio di Vito Ciancimino, ed alcuni magistrati importanti. Tra essi spicca Alfredo Morvillo, il cognato di Falcone, che parla del fallito attentato all’Addaura. Ebbene è proprio Morvillo che lancia il tema centrale della serata: “le menti raffinatissime”. Un termine utilizzato dallo stesso Giovanni Falcone per definire “alcuni membri delle istituzioni che avevano tradito”.

Le menti raffinatissime: le interviste a Morvillo e Lodato

Le menti raffinatissime, uomini delle istituzioni.  Viene, quindi, a galla la dietrologia messa in evidenza dai processi che riguardano le stragi di mafia, e non solo.
“Falcone mi parlò esplicitamente di menti raffinatissime – spiega Morvillo -. Un attentato organizzato da qualche uomo delle istituzioni che ha tradito. Nessuno poteva sapere che sarebbe andato a fare il bagno sugli scogli. Qualcuno ha tradito Giovanni, condivideva un segreto con il pm Carla Del Ponte: Falcone si recò a Lugano con Ayala e il pm Del Ponte per interrogare Tognoli (l’imprenditore bresciano arrestato in Svizzera nel 1988 che riciclava denaro per la mafia)”. L’imprenditore ammette, durante il processo, che ad aiutarlo nelle fuga fu “un alto appartenente alle forze dell’ordine” ma ne è così terrorizzato che lo rivela senza che questi venga messo a verbale. Un segreto che Falcone condivide con la Del Ponte e su cui Morvillo dice di pretendere la verità. Gli fa eco anche Di Matteo, Consiglio superiore della magistratura, che pure riflette sulla questione.

A quel punto Purgatori tira fuori l’asso nella manica: l’intervista a Saverio Lodato. Il cronista, famoso per avere un rapporto personale di amicizia con Falcone, rivela durante l’intervista l’identità delle ‘menti raffinatissime’: “Chiesi a Falcone chi fossero le ‘menti raffinatissime’ che avevano guidato la mafia ed a cui lui aveva fatto riferimento dopo il fallito attentato dell’Addaura. Fui molto insistente. Il nome era quello del Dott. Bruno Contrada. Mi diffidò dallo scriverlo dicendomi che avrebbe fatto cessare il nostro rapporto e non mi avrebbe più rivelato nulla. Oggi, 28 anni dopo – ha detto Lodato – sollecito l’apertura degli archivi italiani e americani sulla trattativa Stato-Mafia, per onorare la memoria di Falcone, e per questo ho raccontato questo fatto che Falcone mi disse bonariamente”.

A quel punto, però, Purgatori precisa che Contrada era stato assolto dalla sentenza della Cedu (o Edu che dir si voglia) perché il reato in quel periodo non era previsto dal codice penale italiano. In ogni caso Purgatori ricorda sia la prima condanna che la sentenza di ingiusta detenzione (che poi ha portato ad un risarcimento a Contrada).

La telefonata di Stefano Giordano e la figuraccia del legale

Bisogna poter esprimere le proprie opinioni, e rimostranze, ci mancherebbe. Sfortunatamente l’avvocato Stefano Giordano, legale di Contrada, telefona per una sfuriata e non per un confronto. Mette in dubbio la professionalità di Purgatori, dei giornalisti in generale, e della veridicità delle dichiarazioni degli intervistati; minaccia ripercussioni legali volendo obbligare il conduttore alle scuse. Inutile dire che le scuse non arrivano e che le argomentazioni di Purgatori appaiono più solide.

Nel 2015, il giornale giurisprudenzapenale.com riporta l’estratto della sentenza Cedu su Contrada: “Secondo i giudici di Strasburgo, Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa perché, all’epoca dei fatti (1979-1988), il reato non ‘era sufficientemente chiaro e il ricorrente non poteva conoscere nello specifico la pena in cui incorreva per la responsabilità penale che discendeva dagli atti compiuti'”.

Una figuraccia, insomma, anche perché Lodato viene nuovamente messo in comunicazione con Purgatori successivamente al servizio. In quel momento conferma tutto ciò che gli fu detto da Falcone e ricorda anche all’avvocato: “Ho appena sentito Giordano. Mi dispiace per quello che ha detto, ma vorrei tranquillizzarlo. Quando Giovanni Falcone mi disse quelle cose era il 1989 (l’arresto e la prima sentenza su Contrada risalgono al 1992, nda) e Bruno Contrada non era nemmeno sotto inchiesta per mafia. Non era arrivata a sentenza definitiva la sua colpevolezza e non c’era la sentenza della corte di Cassazione di Palermo che recepisce la sentenza Cedu. Prendo atto di ciò che Giordano dice, che il suo cliente è innocente, ma che deve farsene una ragione: il giudizio di Falcone su Contrada, che molti anni dopo sarebbe divenuto suo assistito, non era un giudizio positivo”.

Scontro Purgatori – Giordano (legale Contrada): seconda puntata non da escludere

A questo si aggiungono veri e propri attacchi politici del legale. Attacchi che appaiono insensati perché quei partiti nemmeno esistono più. In sostanza uno scontro durissimo che non si è certo risolto e sta facendo parlare. Precisare, importante, è che Lodato non sembra accusare Contrada. Il povero Purgatori, insomma, supera una serata difficile sentendosi dare “dell’improvvisato” o peggio mentre, in verità, i suoi racconti narrativi parrebbero sempre assai vicini ai fatti e poco all’immaginazione (salvo qualche gaffe che in ogni caso fa parte del mestiere). Ci sarà un secondo episodio? Potremo scoprirlo nei prossimi giorni, perché intanto i giornali scrivono e la vicenda sembra tutt’altro che secondaria.

 

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