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lunedì, 17 Gennaio 2022

Sciopero dei lavoratori dei call center

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Ivana Leo
Collaboratore XXI Secolo.

Il 21 novembre 2014 il SLC (Sindacato Lavoratori Comunicazione) della Cgil, la FISTEL (Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni) della Cisl e la UILCOM (Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione) hanno indetto una giornata di sciopero dei lavoratori di call center. Una protesta contro il processo di delocalizzazione dei call center in atto in Italia.

A causa delle troppe tasse e dell’elevato costo della manodopera, Tim, Vodafone, Wind oramai non aprono più call center nel nostro Paese. Vodafone ha delocalizzato il servizio 190 per l’Italia in Albania: fornisce assistenza tecnica agli italiani sfruttando manodopera locale a basso costo che conosce la nostra lingua, parlata correttamente da gran parte della popolazione albanese. Un fenomeno analogo riguarda H3g, che ha spostato, invece, il servizio clienti in Polonia. Una tendenza che sta lasciando senza lavoro centinaia di persone e che va necessariamente invertita.

Chi avrà bisogno di servizi di assistenza tecnica nella giornata di venerdì 21 sentirà squillare i telefoni a vuoto in segno di protesta. Hanno aderito alla proposta non solo i lavoratori call center inbound ma anche gli outbound, quindi nella giornata di venerdì nessuno sarà disturbato da telefonate a carattere commerciale.

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