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venerdì, 30 Settembre 2022

Scienza: Michelangelo Buonarroti era mancino

Secondo lo studio condotto da Davide Lazzieri, l'artista rinascimentale adoperava la sinistra solo quando necessitava di maggiore impegno, evitando di mostrarsi mancino a causa dei pregiudizi dell'epoca

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Alcuni anni fa, la scienza, in via teorico-sperimentale, affermò che chi è mancino, è più intelligenti e capace d’inclinazione maggiore verso l’arte e l’emotività. A distanza di anni, sembra che tale teoria, non sia solo più un’ipotesi. Secondo lo studio pubblicato stamane su Clinical Anatomy dall’esperto di medicina nell’arte Davide Lazzeri, Michelangelo Mancini, genio indiscusso dell’arte rinascimentale e di ogni tempo e autore della Cappella Sistina, era mancino.

Infatti, nell’opera del Michelangelo, si notano le mani aggrovigliate per l’infiammazione articolare, proprio come si evince soprattutto dall’autocaricatura di Vittoria Colonna.

Dalla scoperta del Lazzeri, inoltre emergono dei fattori ancora più interessanti.

In primis si rende maggiore attendibilità storica alla biografia di Michelangelo Buonarotti scritta da Raffaello de Montelupo, assistente del maestro toscano, edita nella seconda metà del 500 in cui asseriva che fosse mancino; inoltre attesta di quanto la mentalità comune influisca sui comportamenti anche degli individui più esclusivi, come l’artista toscano già noto per il suo Nicodemismo e la presunta omosessualità .

Secondo il Lazzeri le prove dell’essere mancino di Michelangelo sono presenti proprio nelle molteplici bozze e tavole da disegno che egli preparava prima della creazione definitiva di un’opera, dipinta o scultorea.

Infatti, proprio dai primi studi svolti nel 2016, Lazzeri aveva colto una forma degenerativa di artrite che aveva colpito Michelangelo, e che si presentava maggiormente pronunziata nella mano sinistra, ovvero in quella più adoperata soprattutto nella lavorazione dei marmi carraresi, in cui si necessitava di un maggior sforzo fisico per scolpire e cesellare.

Ma cosa impediva a Michelangelo Buonarroti di esser mancino? La società dell’epoca e soprattutto i rapporti col clero.

Storicamente Michelangelo è stato un grande artista presso le corti rinascimentali durante le Guerre d’Italia, soprattutto nella Roma Papale del Rinascimento, cui è il massimo esponente.

Proprio le tante frequentazioni con il Clero impedivano all’artista di mostrarsi pubblicamente quale mancino, poiché vigeva il pregiudizio che chi fosse mancino, adoperasse la mano del diavolo.

Evidente di come tale problematica affliggesse moltissimi artisti del tempo, legati all’ambiente clericale che spesso garantiva loro riconoscimenti e entrate regolari.

 

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