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mercoledì, 19 Gennaio 2022

La scelta giusta del corso di laurea

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In vista della conclusione degli esami di maturità, per molti studenti italiani che intendono proseguire gli studi, la scelta dell’università rappresenta un vero e proprio rompicapo. Sono infatti molte le questioni da considerare nella scelta di un corso di laurea: in quale ateneo iscriversi, in quale città e soprattutto la conoscenza delle prospettive lavorative, che premiano alcune facoltà a scapito di altre.

Il titolo accademico è quindi una chiave d’ingresso importante per il mondo del lavoro ed è per questo che si avverte una grande necessità di informazioni nella fase delicata di selezione della facoltà, decisione che riguarda tanto gli studenti quanto le famiglie che li sostengono. Uno dei problemi più sentiti per i ragazzi italiani è scegliere un corso di laurea che possa conciliare le attitudini e i gusti personali con le prospettive occupazionali, affinché la laurea dei propri sogni possa essere anche una solida garanzia per il futuro. Spesso la risposta non è poi così scontata e sempre più studenti si trovano a fare delle scelte ‘pratiche’ per rendere il proprio curriculum più appetibile nel mondo del lavoro; allo stesso tempo, per coloro che fanno delle scelte più vicine alle proprie inclinazioni, privilegiando quelle che sono considerate delle lauree ‘deboli’ devono troppo spesso fare i conti con una realtà difficile per quel che riguarda l’occupazione futura. A questo si aggiungono le indecisioni e i ripensamenti dell’ultimo minuto, o il cambiamento del corso di laurea già al primo anno che riguarda sempre più studenti. Scegliere infatti un corso di studi troppo lontano dai propri interessi per esigenze lavorative o per pressioni familiari porta inevitabilmente al fallimento e allo sconforto, la scelta dell’università è una scelta importante da cui possono dipendere tutte le scelte future e troppo spesso la si prende impulsivamente per la giovane età o perché non si conoscono a sufficienza tutte le proprie aspirazioni e inclinazioni.

Per risolvere questo problema sono molto utili i test attitudinali e i servizi di orientamento messi a disposizione dagli atenei italiani per permettere ai ragazzi di fare una scelta ponderata. Dopo di che, occorre valutare tanti altri aspetti, come la consultazione dei dati della domanda-offerta nel mercato del lavoro, la disponibilità delle borse di studio e la possibilità di effettuare stage e tirocini presso le aziende. Quest’ultimo aspetto è molto importante perché presuppone un canale diretto studio-lavoro ed è utile per la successiva collocazione del neolaureato nelle imprese. Oltre a questo, occorre anche privilegiare quegli atenei che instaurano dei ponti con le università straniere, permettendo ai suoi studenti di effettuare periodi più o meno lunghi di studio all’estero. Questo aspetto non è da sottovalutare considerando che è sempre un bene conoscere realtà diverse dalla propria, e frequentare strutture didatticamente più attrezzate che permettano inoltre di migliorare le lingue e rendano quindi il curriculum più interessante per le aziende che desiderano ampliare il personale.

Per stimolare un collegamento solido tra mondo del lavoro e quello della didattica vi sono tante iniziative come sperimentazione dell’apprendistato per gli studenti delle scuole superiori, mentre l’offerta formativa delle università si è notevolmente ampliata e diversificata, anche nelle Accademie italiane. Si tratta di un mezzo per permettere ai futuri studenti universitari di prendere una decisione disponendo di pluralità di informazioni, molto di più rispetto al passato.

Bisogna inoltre ricordare che sebbene le tasse universitarie aumentino notevolmente, talvolta un valido aiuto arriva dal Fisco: mantenere un figlio all’università significa anche detrarre il 19% delle tasse universitarie nella dichiarazione dei redditi e ciò riguarda tutti gli atenei, anche quelli non statali. Agevolazioni fiscali vi sono anche per il pagamento degli affitti in case o in residenze studentesche, purché in comuni diversi da quello in cui lo studente ha la residenza e si tratta ancora del 19% fino ad un importo massimo di 2.633 euro. Questi ‘sgravi’ fiscali si allargano anche ai proprietari che danno le case in locazione agli studenti: per loro infatti le tasse saranno meno pesanti se optano per contratti di tipo concertato per studenti universitari, un contratto quindi con clausole particolari che prevede una durata massima di 36 mesi.

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