Il sangue di San Gennaro si è sciolto, il miracolo si è rinnovato, nel corso della messa svoltasi nel Duomo di Napoli. L’annuncio ufficiale alle ore 10.08 ed è stato accolto da un caloroso applauso.
Ricordiamo che il miracolo di San Gennaro è uno dei momenti più attesi nella tradizione popolare napoletana, simbolo di buon auspicio per la città e per i suoi cittadini.
Il sangue è custodito in un’ampolla conservata in una cappella del duomo di Napoli, sembrerebbe che fosse stato raccolto da una donna, probabilmente la sua nutrice, che lo consegnò all’allora vescovo della città.
Tra fede, tradizione, scienza e superstizione, il miracolo del sangue di San Gennaro è visto con meraviglia sia dai fedeli, sia da chi non crede.
Prima dell’inizio delle celebrazioni in Duomo è stato trasmesso un videomessaggio di padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza, che ha detto: “La situazione continua ad essere molto grave in tutta la Striscia di Gaza con i bombardamenti. Continua una situazione di guerra e continua la morte che già si è portata via decine di migliaia di persone: sono stati uccisi più di 18mila bambini. Le armi hanno preso il sopravvento“.
Come da tradizione, l’annuncio è accompagnato dallo sventolio del fazzoletto bianco da parte di uno dei componenti della Deputazione del Tesoro di San Gennaro.
“Oggi Napoli si ferma come il mare quando il vento si placa. È un placarsi interiore, la sensazione di una giornata di festa, di fede, di identità. Le strade si fanno navate, i balconi cantorie, la città una cattedrale intera. Al centro, non un oggetto, ma un segno: un’ampolla, un sangue, un nome: Gennaro. Qui celebriamo non un trofeo, ma una memoria viva: quella dei martiri che l’amore non ha lasciato soli”. È quanto ha dichiarato in una parte dell’omelia l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia.
San Gennaro: religione, storia e tradizione
A Napoli il miracolo di San Gennaro avviene tre volte l’anno quando il sangue del Santo patrono della città si scioglie. Il 19 settembre, data in cui fu decapitato nel 305 d.C.; il 16 dicembre, in occasione dell’anniversario di una eruzione del Vesuvio del 1631 arrestata, secondo credenza popolare, per intercessione del Santo; e la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle spoglie mortali da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte.
Questa mattina migliaia di fedeli si sono riuniti nella Cattedrale di Napoli, in trepidante attesa e visibilmente emozionati.
Affollato il Duomo di Napoli dove si sono riuniti tantissimi fedeli e turisti. Nella Cattedrale, oltre al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, erano presenti anche il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il candidato alle regionali Roberto Fico, e l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
La liquefazione del sangue di San Gennaro è un momento unico per quanti hanno Fede, un buon auspicio per i cittadini di Napoli che attendono questo momento con forte emozione; il mancato scioglimento è visto come un presagio di sventura. La devozione per il santo è così profonda che San Gennaro è considerato più un membro della famiglia che un patrono.
Esiste tra la città e il suo santo un patto di sangue, un legame che ha retto al tempo e che va al di là di qualsiasi credenza.





