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Salvini contestato in Polonia: Il sindaco di Przemysl non lo riceve

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epa09809951 Mayor of Przemysl Wojciech Bakun shows a t-shirt with Putin's Portrait and slogan 'Russian Army' during a press conference with Former Deputy Prime Minister of Italy, and Lega leader Matteo Salvini (R) in front of the Main Railway Station in Przemysl, Poland 08 March 2022. Mayor Bakun unsuccessfully tried to hand Matteo Salvini a T-shirt with an image of Vladimir Putin, similar to one Salvini was posing with at Kremlin during a visit to Moscow and asked the italian senator to wear it during a visit to refugees reception center close to the border with Ukraine. EPA/DAREK DELMANOWICZ POLAND OUT

La marcia della pace intrapresa del leader della Lega Matteo Salvini ha subito una battuta d’arresto questa mattina mentre si trovava a Przemysl, in Polonia a pochi chilometri dal confine ucraino. Il senatore infatti non è stato accolto come sperava. Wojciech Bakun, sindaco della piccola città, ha infatti detto pubblicamente che non lo avrebbe ricevuto.

Salvini contestato in Polonia

La scena è surreale, Bakun apre il giaccone e tira fuori una maglietta con il volto di Putin, esibita in varie occasioni da Salvini. Poi rincara la dose invitando il leader della lega ad indossarla e andare al confine ucraino insieme. Quando capisce la situazione il senatore prova a spiegarsi in inglese, ma Bakun conclude il discorso con un secco “no respect for you”.

Successivamente Salvini si allontana ma viene contestato da un gruppo di italiani presenti sul posto che gli hanno dato del pagliaccio. Tra loro  anche un fotoreporter che è stato intervistato su quanto fosse accaduto dall’agenzia AdKronos:

E’ stato più forte di me, non sopporto lo sciacallaggio e l’ipocrisia” ha spiegato il fotografo free-lance.

Salvini ha commentato l’episodio:

Non ci interessa la polemica della sinistra italiana o polacca, siamo qui per aiutare chi scappa dalla guerra“.

É doveroso sottolineare che Bakun non è un esponente della sinistra polacca. Al contrario è membro di Kukiz’15, partito della destra populista polacca, distintosi per le sue posizioni nazionaliste.

Ha poi continuato:

Qualche italiano preferisce la guerra, mi spiace per lui. Io sono qua per la pace e condanno la guerra, condanno le bombe

E a chi gli ha chiesto se condanna anche Putin ha risposto: “Certo, ovvio. Condanniamo la guerra, chiunque condanna la guerra e l’aggressione tranne qualche italiano che è qua a parlare di guerra. Putin l’hanno incontrato tutti. Prodi, Obama, Clinton, Berlusconi, tutti. Nel 2022 dobbiamo fermare la guerra e il mio obiettivo è salvare bambini e donne. Se qui c’è qualcuno che preferisce la polemica, non sono io. Noi vogliamo portare parole di pace e aiuto