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lunedì, 30 Gennaio 2023

Salute mentale: il 50% degli italiani soffre sul lavoro

Secondo una ricerca svolta da BVA Doxa per Mindwork, l'80% degli intervistati ha sperimentato almeno una volta i sintomi del burnout

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

L’indagine sulla salute mentale di BVA Doxa per Mindwork rivela l’importanza di una vita lavorativa serena. Secondo i dati, l’85% delle persone intervistate considera il proprio benessere psicologico correlato al benessere sul lavoro e viceversa.

La quota di persone intervistate che dichiara di soffrire di problemi d’ansia e insonnia a causa del lavoro sfiora il 50%. Biancamaria Cavallini, psicologa del lavoro e customer success manager per Mindwork, spiega: “L’80% delle intervistate e degli intervistati ha provato almeno un sintomo correlato al burnout“.

Il burnout è una sensazione di sfinimento, calo dell’efficienza lavorativa e aumento del distacco mentale dal lavoro causato dallo stress. Continua, poi: “questo purtroppo non sorprende: la durata dell’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova le persone. Anche chi, in una prima fase, ha reagito mettendo in campo le proprie risorse, si ritrova a vederle sempre più esaurite“.

Il 40% degli intervistati ha riferito, inoltre, di non sentirsi libero di parlare del proprio malessere emotivo sul luogo di lavoro. In continuità coi dati del 2020, l’ambiente lavorativo si conferma il luogo meno adatto ad esprimere il proprio disagio. La fatica psicologica fa ancora fatica ad essere normalizzata in azienda.

Salute mentale sul lavoro: le aziende hanno il dovere di occuparsene

Secondo i dati emersi, i lavoratori giovani hanno una maggiore propensione a lasciare il lavoro a causa di malessere psicologico. Il 49% degli under 34 si è dimesso almeno una volta per preservare la propria salute mentale.

Infine, il 92% degli intervistati ritiene che sia un dovere dell’azienda occuparsi del benessere psicologico dei dipendenti. Ma, il 42% di essi sostiene che che le iniziative promosse per diminuire il livello di stress sul posto di lavoro siano inefficaci.

La ricerca mostra anche quanto le aziende che offrono supporto psicologico ai dipendenti siano preferite alle altre. Il 60% degli intervistati, infatti, valuta positivamente e ritiene necessario il servizio di supporto psicologico anche alla fine della pandemia. Inoltre, quando non presente, il 75% delle persone ne valuterebbe positivamente la messa a disposizione.

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