4shared
9.2 C
Napoli
domenica, 23 Gennaio 2022

Russia: Putin e la legge contro le oscenità nei media

Da non perdere

Una legge che entrerà in vigore soltanto il 1 luglio, ha fin da subito suscitato molto interesse e polemiche) per la sua singolarità: un decreto firmato dal Presidente russo Putin il 5 maggio vieta, di fatto, l’uso di parolacce ed espressioni volgari in tv, radio e stampa. Le sanzioni per coloro che intendono trasgredire, che siano essi organizzazioni o privati cittadini minacciano di essere piuttosto salate. Ma la censura e il rigorismo russo non si fermano qui: oltre alla legge che fin dalla sua approvazione monitorerà l’uso di oscenità nei principali veicoli d’informazione, è stato diffuso in via ufficiosa, una sorta di elenco di quattro parole e dei loro derivati, considerate pericolose e dunque da vietare fermamente, assieme ad altri termini poco edificanti banditi in clima ‘savonarolesco’.

Una vera e propria commissione è stata chiamata in causa dal severo presidente, come l’Accademia delle Scienze e il Roskomnadzor (Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa -ndr) con l’obiettivo di stilare i documenti e controllare il web alla ricerca di volgarità. Nonostante quest’opera capillare, è stato detto che la legge non sarà retroattiva e dunque non sono previste sanzioni pecuniarie per quanto scritto in passato. Il gruppo di esperti può nuovamente essere consultato in caso di controversia, per decidere se un termine incriminato rientri o meno nella categoria di turpiloquio.Così come i libri non ‘moralmente corretti’ devono essere segnalati mediante l’apposizione di una segnalazione o avvertimento, per informare l’aspirante acquirente.

L’intransigente Putin ha dimostrato di non essere nuovo a questo genere di iniziative; già nel 2013 infatti, fu approvata una legge analoga anti-blasfemia in Russia, dal titolo eloquente “leggi contro la blasfemia e gli atti che offendono il sentimento religioso”. Fu la Chiesa ortodossa ad appoggiare la legge, indirizzata a ciò che costituisce un’offesa verso i valori religiosi con l’inasprimento della pena se le azioni sacrileghe sono fatte in luoghi spirituali. Un’autorevole commissione, ovvero l’Istituto di Lingua Russa, stipulò per l’occasione una lista di parole blasfeme con l’intento di salvaguardare i valori tradizionali. E di questo conservatorismo ne sanno qualcosa la band-collettivo delle Pussy Riots arrestate per aver messo in scena una preghiera punk anti-Putin nella Cattedrale di Mosca. E forse, c’è da interrogarsi se in quel caso il Presidente avesse a cuore più il sentimento religioso, o la difesa della propria figura.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli