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Elpidio D’Ambra, avvocato chiede perizia psichiatrica: “Incapace di intendere e volere”

Sarà presentata a breve, dall’avvocato di Elpidio D’Ambra, Dario Maisto, la richiesta di una perizia psichiatrica per il 30enne reo confesso dell’omicidio della 23enne Rosa Alfieri, strangolata nell’abitazione dell’uomo, a Grumo Nevano, in provincia di Napoli.

Secondo il legale, D’Ambra era incapace di intendere e di volere quando ha assassinato Rosa, al termine di una colluttazione. D’Ambra ha sempre dichiarato di aver agito dopo aver sentito delle voci nel cervello che gli dicevano di uccidere la ragazza. La versione, però, non sembrerebbe reggere con la lucidità dimostrata nella fuga di 24 ore. L’uomo avrebbe perfino acquistato un gratta e vinci dopo aver assunto massicce dosi di cocaina.

Il reo confesso ha provato a rendersi invisibile disfacendosi del cellulare e dei vestiti. Le indagini dei carabinieri di Giugliano in Campania, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, hanno anche chiarito il ruolo del giovane che si è recato a casa di D’Ambra su sua indicazione. Le attività dei militari dell’Arma escludono al momento un suo coinvolgimento nell’omicidio.

Il giovane si recò a casa di D’Ambra con le chiavi dell’appartamento dopo una sua telefonata. Quando aprì l’uscio era presente anche il padre della giovane vittima che, dopo aver bussato ripetutamente alla porta alla ricerca di Rosa, scoprì il corpo esanime della figlia in bagno. Dopo il ritrovamento il giovane è fuggito ma è stato rintracciato e ascoltato dagli investigatori.

L’esame autoptico conferma la versione di Elpidio D’Ambra: nessuna violenza sessuale

Rosa Alfieri, uccisa a Grumo Nevano martedì scorso, non ha subito violenza sessuale prima di essere uccisa da Elpidio D’Ambra.
La conferma al termine
 dell’esame autoptico effettuato sul corpo della giovane ragazza, strangolata dal vicino di casa.

L’autopsia è durata circa sei ore e ha confermato la versione iniziale fornita dall’assassino di Rosa Alfieri: non c’è stata violenza sessuale.

Le cause della morte sono dovute allo strangolamento, mentre al momento è escluso che la vittima abbia subito violenza sessuale.

Sul corpo della ragazza, il perito nominato dalla procura di Napoli ha accertato la presenza di diverse ecchimosi e lividi, causati dalla colluttazione con l’assassino.

Rosa ha provato a difendersi e proprio per questo motivo sul suo corpo sono state rinvenute diverse tumefazioni.

I funerali si terranno oggi mercoledì 9 febbraio; il sindaco ha proclamato il lutto cittadino, con i negozi chiusi dalle 10,30 alle 12,30 e con la chiusura del mercato settimanale.

Ricordiamo che Elpidio D’Ambra, l’assassinio di Rosa Alfieri,  già conosciuto  alle forze dell’ordine, è in carcere con l’accusa di omicidio volontario.
 Il Gip ha infatti convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere.

I due hanno litigato dopo che Elpidio D’Ambra ha attirato la ragazza in una trappola, chiedendole dei chiarimenti circa una bolletta della luce.

L’incontro è degenerato e dopo una colluttazione, il giovane ha strangolato la ragazza, uccidendola.

Ieri, al termine dell’esame autoptico il corpo di Rosa Alfieri è stato consegnato alla famiglia, e domani saranno celebrati i funerali.

Rosa Alfieri era una ragazza semplice, solare. Impossibile non volerle bene. Racconta un’amica: «La mattina usciva per andare a dare una mano al fidanzato, che è titolare di una tabaccheria qui a Grumo. E anche ieri lo ha fatto, fino a quando non ha deciso di tornare a casa, dopo le cinque del pomeriggio. Com’è possibile che qualcuno le abbia fatto questo?».

In realtà una risposta che possa colmare il dolore non c’è, ma una cosa è certa, rabbia, commozione, lutto, aleggiano nella comunità di Grumo Nevano, dove abitava Rosa Alfieri, l’ennesima vittima di femminicidio: una vera e propria piaga sociale.