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venerdì, 27 Gennaio 2023

Roma, neonato morto in ospedale: negativi gli esami tossicologici della madre

Ancora molti lati oscuri riguardo la tragedia del neonato morto all'ospedale Pertini a Roma: negativi gli esami tossicologici della madre

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Restano ancora molti lati oscuri riguardo la tragedia avvenuta a Roma, all’ospedale Pertini, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio. Un fascicolo d’indagine per omicidio colposo, al momento contro ignoti, è stato aperto per chiarire quanto avvenuto al piccolo, morto tra le braccia della madre 29enne.

Neonato morto tra le braccia della madre in ospedale: ancora molti lati oscuri da chiarire

Secondo una prima ricostruzione, il neonato venuto alla luce il 5 gennaio dopo quasi 20 ore di travaglio, sarebbe morto schiacciato dal corpo della madre mentre lo stava allattando. La donna, stremata dal parto e dal lungo travaglio e che, secondo il marito, a stento riusciva a tenersi in piedi, si sarebbe addormentata col piccolo fra le braccia.

Circa all’una di notte, però, si sarebbe poi risvegliata per la tragica scoperta. Il neonato non respirava più. Ancora non è stato divulgato il modo in cui il piccolo è stato ritrovato dal personale medico prima di dichiarare il decesso. Non è chiaro come il bambino, di pochi giorni, sia stato schiacciato dal corpo della madre.

Per il momento, è stata effettuata l’autopsia sul corpo del piccolo il cui esito dovrebbe essere disponibile tra circa 60 giorni. Per la madre, invece, sono disposti stati disposti esami tossicologici per chiarire se ci sia o meno responsabilità del personale medico nell’accaduto. Si temeva che le fossero stati somministrati sedativi che avrebbero, poi, causato la terribile tragedia. Gli esami per droga e farmaci però sono risultati tutti negativi.

Intanto online imperversa la polemica nei confronti del trattamento delle neomamme negli ospedali italiani che, secondo le testimonianze di molti utenti, sarebbero lasciate a loro stesso in un momento di grande fragilità.

La 29enne madre del piccolo aveva scelto il rooming in, un servizio per il quale la madre e il piccolo avrebbero condiviso la stanza in ogni ora del giorno, quindi anche di notte. Come già sostenuto più volte dai pediatri, però, dormire nello stesso letto con un neonato rappresenta un elevato fattore di rischio.

 

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