Roberto Murolo, quindici anni fa la sua morte

Roberto Murolo
Roberto Murolo intento a suonare la chitarra.

Sono passati esattamente quindici anni dalla morte di Roberto Murolo, uno degli artisti napoletani più apprezzati e amati nel mondo.

Roberto Murolo nacque a Napoli il 19 gennaio 1912, penultimo di sette figli. Trascorse la sua giovinezza tra lo studio della chitarra e il nuoto. Finita la guerra, Murolo ritorna a Napoli dove inizia a incidere diversi album monografici, tra cui uno contenente il testo “Tu si na cosa grande” (1994) dedicata al grande Domenico Modugno. Un anno dopo, nel 1995, incide l’album “Anema e Core” contenenti brani rivisitati “Dicitencello vuje” e “Anema e Core”.

Nel 2002 riceva al Festival di Sanremo il premio alla carriera. Muore alle ore 23:45 del 13 marzo 2003 nella sua casa di via Cimarosa 25 al Vomero, sede della fondazione Roberto Murolo. La sua tomba si trova al cimitero di Poggioreale.

Ed è proprio all’anniversario della sua morte che Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, chiede all’ amministrazione comunale di Napoli di “dedicare le scale di via Cimosa al grande Roberto Murolo, dove prima di lui aveva vissuto il padre Ernesto, anche egli eccellente interprete della canzone napoletana”.

Le sue esibizioni rappresentavano un grande patrimonio culturale, regalando con la sua voce emozioni che a distanza di tempo persistono ancora, facendo in modo che Murolo venga definito il principe della musica napoletana. Una figura immortale.

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