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lunedì, 30 Gennaio 2023

Rivelato il piano di pace per il medio oriente

Non solo Gerusalemme. Il motivo della furia di Abu Mazen e dei palestinesi nei confronti di Trump.

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Non solo Gerusalemme. Il motivo della furia di Abu Mazen e dei palestinesi nei confronti di Trump, accusato di aver affossato gli accordi di Oslo, non risiede solo nell’annuncio di riconoscere Gerusalemme quale capitale d’Israele ma ha origine da un documento che secondo l’emittente televisiva Channel 10 rappresenterebbe il piano di pace partorito dall’amministrazione americana sulla questione israelo-palestinese.

Un documento presentato ufficialmente ai paesi arabi, suddiviso in nove punti, in cui poco o niente viene concesso ai palestinesi, mentre agli israeliani viene concesso, nell’ordine: 1) controllo permanente della valle del Giordano 2) Giudea e Samaria sotto giurisdizione israeliana 3) di non evacuare gli insediamenti già esistenti 4) annessione del 10% della Cisgiordania 5) scambi di terra non basati sulle linee armistiziali del 1967. 6) riconoscimento da parte dei paesi arabi dello Stato d‘Israele quale casa del popolo ebraico.

Ai palestinesi viene invece riconosciuto:7) il riconoscimento di Abu Dis, città ad Ovest di Gerusalemme, quale capitale della Palestina. 8) Diritto al ritorno per i “profughi palestinesi” senza però prevedere una loro collocazione in Israele. 9) Riconoscimento da parte israeliana dello Stato palestinese.

È evidente che questo documento presenti una sproporzione in termini di concessioni a favore degli Israeliani mentre ai palestinesi sembra che siano state lasciate solo le briciole, tuttavia, secondo indiscrezioni, il piano di pace è piaciuto ai paesi arabi, che si sono assunti il compito di mediare con i palestinesi per far accettare la proposta.

La reazione di Abu Mazen non lascia sperare in un’accelerazione del processo di pace, anzi, parrebbe andare nella direzione di un nuovo scontro in cui il leader palestinese sembra però essere sempre più isolato. La nuova politica dei paesi musulmani a maggioranza sciita (Arabia saudita in primis) sembra infatti orientata verso una linea diplomatica che preveda una convivenza pacifica di Israele, in modo da avere un possibile alleato per arginare la minaccia sunnita rappresentata dall’Iran. Giochi di potere alla ricerca di un equilibrio sempre più difficile da trovare in medio Oriente.

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