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martedì, 25 Gennaio 2022

Rimpatriati i connazionali dalla Libia

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Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

Libia – I tragici eventi delle ultime settimane, quali: l’uccisione dei 21 cristiani copti, catturati a Sirte durante la notte di Capodanno, i raid di risposta dall’aviazione del Cairo che hanno interessato Derna, attuale “capitale del Califfato”, hanno reso la situazione in Libia critica.

Anche l’ultima Ambasciata a Tripoli è stata costretta a chiudere e nella notte tra Domenica 15 e Lunedì 16 Febbraio vi è stato il rientro di circa 50 italiani, a bordo di un catamarano sbarcato ad Augusta. Tra i connazionali rimpatriati ci sono funzionari e addetti dell’ambasciata italiana, tra cui l’ambasciatore Giuseppe Buccino. Nel momento dello sbarco non sono state rilasciate dichiarazioni, perché qualcuno ha ammesso che è stato chiesto loro di non rilasciare commenti.

In Italia sia il presidente del Consiglio che il ministero degli Esteri italiani dichiarano di essere in attesa di una risposta dal consiglio di sicurezza dell’ONU. Il premier Renzi chiede di gestire una così delicata situazione con “saggezza e prudenza”. Il ministro Gentiloni, già definito dagli jihadisti “ministro crociato“, afferma che: “l’Italia resta al lavoro con la comunità internazionale per combattere il terrorismo e ricostruire uno stato unitario e inclusivo in Libia”. E ritiene necessario “un impegno politico straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità”. Giovedì si discuterà in Parlamento per avviare un dibattito tra le forze politiche sull’eventuale partecipazione italiana a un intervento internazionale “in ambito Onu”.

Sul fronte internazionale, nella mattinata del 16 Febbraio, il premier italiano ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi per esprimere solidarietà e cordoglio alle vittime egiziane e ha spiegato che:
“In Libia non c’è una invasione da parte dello Stato Islamico: alcune milizie che combattevano in Libia hanno iniziato a fare riferimento allo stato islamico, anche perché questo sta lavorando con una capillare opera di comunicazione e di persuasione in Africa e in Medio Oriente”.

Il premier libico Abdullah al Thani ha lanciato un monito a tutta la comunità internazionale, richiedendo un intervento delle potenze mondiali per sostenere la Libia ed evitare che la minaccia dell’Isis si possa spostare nei Paesi europei e in particolare in Italia.

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