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mercoledì, 22 Settembre 2021

Riforma scuola: premesse e promesse

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Elvira Puglisi
Nasce Elvira ma per tutti è Elvia: specializzata in Cinema al DAMS di Roma, coltiva instancabilmente le sue grandi passioni ovvero cinema, teatro e naturalmente la scrittura. Si diletta sul palco e pasticcia in cucina, scrive recensioni e articoli.

Se ne sta parlando tanto in questi ultimi giorni ed è tra le notizie politiche più chiacchierate della giornata: si tratta della riforma Scuola, di prossima discussione in consiglio dei ministri. L’argomento è caldo perchè sta tenendo sulle spine migliaia di docenti (tra i quali parecchi supplenti agguerriti) in balia di promesse e linee guida da discutere ed approvare. Giorni fa si è parlato della proposta del ministro Stefania Giannini, avanzata in sede del Meeting di Comunione e Liberazione, di abolire le supplenze, proposta che ha scatenato l’allarme dei sindacati ed ha mandato in subbuglio i 150 mila precari aspiranti insegnanti italiani. Tuttavia nel corso delle ore si sono susseguite smentite e correzioni, fino alle dichiarazioni più recenti del premier Renzi che rassicura circa un miliardo e mezzo come copertura finanziaria per 100 mila assunzioni; dunque i precari passerebbero a tempo indeterminato, con 100 nuovi contratti da firmare, e tutto questo accadrebbe entro un tempo massimo stabilito a settembre 2015.

Si tratta in realtà di una stabilizzazione senza cattedra fissa, dunque il lavoro sarebbe sempre somministrato a seconda delle esigenze delle varie scuole, che nel momento in cui serve un insegnante ne richiede uno. Questa linea di riforma riguardante il precariato conviene in primis allo Stato che deve comunque mantenere i 150 mila precari attuali, spendendo una cifra pari a quella che spenderebbe se questi fossero di ruolo. La riforma scuola doveva essere discussa oggi stesso in Consiglio dei Ministri, ma ieri sera il Premier ha fatto sapere tramite comunicato stampa che sarebbe stato rimandato il tutto per evitare l’ingolfo delle misure, vale a dire per non sovraccaricare il Consiglio di proposte da valutare o per dirla con parole sue “per non mettere troppa carne al fuoco”. Difatti oggi si è discusso del decreto sblocca-Italia e della giustizia, temi già corposi e di una certa urgenza. Tuttavia il destino della riforma scuola è in balia degli eventi: le linee guida, alle quali si doveva soltanto accennare in consiglio, sono state ignorate. Ma il Premier ci tiene a precisare che la discussione della riforma “slitta (a settembre) ma non salta”.

Ma in cosa consiste questa riforma? Si tratta di un progetto di durata quadriennale, che prevede, oltre alle 100 nuove assunzioni dei precari, 40-50 mila nuovi insegnanti di ruolo all’anno a partire dal concorsone del 2015, prevedendo inoltre, di svuotare entro due anni le graduatorie ad esaurimento. Si parla poi, stando ai numeri, di 90 mila insegnanti di sostegno e di un rinnovo contrattuale nel mese di novembre. Per gli studenti invece si tratterà di un incremento di materie come inglese, musica, arte e geografia. Insomma tutte le premesse e le promesse ci sono. Bisogna attendere che la “carne al fuoco” della brace italiana sia diminuita.

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