La riforma della giustizia: le motivazioni del sì e le motivazioni del no restano un nodo difficile da sciogliere anche perché non tutti hanno ben compreso che tramite legge delega, decreti attuativi, la modifica della legge costituzionale sulla separazione delle carriere tra Giudice e Pubblico ministero e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare per i Magistrati, questa è una riforma a tutto tondo che investe anche l’ambito del processo penale e civile. Gazzetta Ufficiale nel testo decreto legge 8 Agosto 2025 n.117 recante “Misure urgenti in materia di giustizia” pone le basi legislative dell’intera riforma della giustizia. La parte inerente la riforma costituzionale della separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici Ministeri (non più alternanza) e la creazione di due distinti CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) sarà il tema referendario della prossima Primavera 2026.
Il referendum è di tipo confermativo e senza quorum, dove si vota SI per approvare la riforma, NO per respingerla.
Noti giuristi, avvocati, professionisti e persone comuni si sono attivati, nella creazione di comitati per il si e comitati per il no un pó in tutta Italia. Per tutti loro,però, vige categorico il diktat dell’orbita dell’ambito politico in cui militano a scapito di un approccio serio e veritiero di quanto la riforma ha messo in discussione e modificato. E questa che dovrebbe essere una riforma basilare per il proseguo dell’attività legislativa del nostro Paese si sta riducendo ad una mera caciara da talk show serale dove l’ascoltatore medio, che non mastica materia giuridica, ne esce sempre più confuso. Anche quelli che all’apparenza potrebbero sembrare veri dibattiti sulle motivazioni del si e le motivazioni del no vedono, dall’una e dall’altra parte, solo politici o magistrati politicizzati, dove essere di destra o di sinistra fa la differenza se essere favorevole a questa riforma o contrario. In pratica tutto ridotto all’appartenenza politica. Quanti possono dire di aver effettivamente compreso cosa andrà a modificare questa riforma? Con questi presupposti pochi. Ma in Primavera tutti noi saremo chiamati al voto e l’auspicio è di un chiaro, apolitico e onesto approccio al dibattito con un contradditorio serio sulla riforma della giustizia che, volente o nolente, avrà ripercussioni nelle vite di tutti noi in un prossimo futuro.
Riforma della giustizia, le motivazioni del sì e del no

