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giovedì, 20 Gennaio 2022

Ridotte pene per “voto di scambio”

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Deborah Santorohttps://www.21secolo.news
Laureanda in Archeologia e Storia delle Arti presso l’Università Federico II di Napoli, ama riportare alla luce la storia dei luoghi del passato, senza tralasciare miti e leggende, considerate parte importantissima della cultura popolare. Amante delle arti culinarie, si diletta ai fornelli. Crede nel giornalismo al servizio della verità e ad essa si presta.

Appena pochi giorni fa la Camera ha approvato, in terza lettura, il disegno di legge relativo al voto di scambio politico-mafioso, con 310 voti a favore e 61 contrari. Il testo attuale del 416-ter modifica il ddl approvato lo scorso Gennaio dal Senato, poco gradito a Forza Italia e Grandi Autonomie e Liberta’, che inaspriva le pene previste per il suddetto reato.

Il ddl approvato a Gennaio a Palazzo Madama, con il favore di Pd; M5S; Sc; Popolari per L’Italia e Lega, fissava una pena minima di 7 anni ed una massima di 12 anni di reclusione per il reato in questione e introduceva il principio di punibilità per il politico che si pone a disposizione di un’organizzazione mafiosa. Non poche furono le proteste di Forza Italia e Gal che tentarono di richiamare la necessità di distinguere la colpa cosciente da quella incosciente, al fine di individuare diversi gradi di responsabilità del politico accusato di favorire la criminalità organizzata.

Questo il testo del 416-ter approvato dall’Aula del Senato: “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione è punito con la stessa pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma”.

Il testo approvato alla Camera appena qualche giorno fa modifica il precedente ddl attraverso tre punti fondamentali. La prima modifica trasforma l’espressione “qualunque altra utilità” in “altra utilità”. La seconda elimina il principio di punibilità del politico che si metta a disposizione dell’organizzazione mafiosa, perché ritenuto troppo generico. La terza riduce la pena di reclusione da 7-12 anni a 4-10 anni, riportando il testo all’originaria proposta della Camera, modificata in seconda lettura dal Senato.

Questo dunque l’attuale testo del 416-ter: “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-ter in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma”.

Si dicono soddisfatti PD e FI che si impegneranno affinché il Senato approvi il nuovo testo, mentre protesta a gran voce il M5S, preoccupato principalmente dall’eliminazione del principio di punibilità del politico che si metta a disposizione della criminalità organizzata.

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