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sabato, 8 Maggio 2021

Riaperture: cosa è stato deciso per scuole e università

Da lunedì 26 aprile previste riaperture in presenza per scuole e università: a seconda del colore di regione, cambiano le modalità.

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Anna Borriello
Mi sono laureata in filosofia e sto per terminare il percorso magistrale inoltre studio musica da molti anni. Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

A partire dal 26 aprile sono previste riaperture secondo il nuovo decreto del governo Draghi. Il documento, ribattezzato proprio ‘decreto riaperture’, illustra le misure che avranno validità fino alla fine di luglio 2021. Le norme potrebbero, però, essere riviste a seconda dell’andamento dei contagi. 

In primo piano la questione delle scuole e università. Di seguito, i passaggi principali del nuovo decreto in merito alla riapertura dei luoghi d’istruzione e formazione.

Nuovo decreto riaperture: tutti in presenza?

L’articolo 3 del nuovo decreto è dedicato interamente alle scuole e al mondo dell’istruzione superiore. Lo scontro tra regioni e governo centrale ha portato ad un compromesso condivisibile da entrambe le parti riguardo la percentuale degli alunni in presenza.

Come si legge da decreto: “è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado“.

La situazione della scuola secondaria di primo grado ha acceso il dibattito. Infine, si è deciso di optare per una valutazione dei rischi secondo zone. In zona rossa, l’attività scolastica in presenza sarà garantita fino ad un massimo del 75% degli studenti. In zona gialla e arancione, invece, l’attività è garantita per un minimo del 70% degli studenti ad un massimo del 100%. 

Il decreto riaperture precisa: i presidenti di regione non potranno derogare questi provvedimenti. I governatori di regione perdono la libertà di adottare misure più restrittive nei territori di loro giurisdizione.

Università: come riapriranno

Anche per le università si è scelto il criterio di valutazione in zone di rischio. Nelle zone gialle e arancioni, le attività didattiche delle università sono svolte prioritariamente in presenza. Sui dettagli organizzativi, però, la responsabilità è dei singoli atenei.

Il documento, infatti, dichiara che le attività in presenza dovranno svolgersi: “secondo i piani di organizzazione della didattica e delle attività curricolari predisposti nel rispetto delle linee guida adottate dal Ministero dell’Università e della ricerca“.

In zona rossa, invece, si prevede lo svolgimento delle attività formative in presenza degli insegnamenti relativi solo al primo anno dei corsi di studio o a classi con un ridotto numero di studenti.

 

 

 

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