Revocata la scorta al giornalista Sandro Ruotolo

Tiro mancino. Revocata la protezione al giornalista Sandro Ruotolo, minacciato dal boss Zagaria

 

Il noto giornalista Sandro Ruotolo, da lunedì avrà la revoca alla scorta.

Il premier Conte, lo scorso novembre aveva intervistato proprio a Napoli, i giornalisti  Ruotolo e Nello Trocchia, su quanto fosse complesso e pericoloso oggi, fare giornalismo d’inchiesta sulla criminalità organizzata. Un’intervista che aveva l’obiettivo di scuotere in qualche modo le coscienze e sensibilizzare ancor di più il governo. L’appello però pare essere ad oggi caduto nell’oblio.

Di fatti tra qualche giorno Sandro Ruotolo subirà la revoca della scorta e il quarto livello di protezione, cioè agenti e auto non blindata. Una disposizione che era stata effettuata lo scorso maggio, dopo le minacce emerse da un colloquio in carcere, dal boss Michele Zagaria ( clan dei Casalesi ), che avrebbe affermato di voler ” squartare vivo” Ruotolo.

Emerge che il boss, sia furioso per una puntata di Servizio Pubblico in cui il giornalista Ruotolo, aveva pubblicamente espresso i suoi collegamenti con i servizi segreti all’epoca dell’emergenza rifiuti in Campania. Subito dopo grazie al Pm Catello Maresca, Zagaria fu catturato.

La revoca ha suscitato non poche polemiche e dissensi tra cui quello dell’ex ministro delle Giustizia Andrea Orlando, che sui social ha espresso non solo solidarietà al giornalista, ma ha sottolineato anche un’ulteriore questione: Ruotolo in effetti è sempre stato impegnato nelle inchieste sul malaffare, ma si è anche occupato del dispositivo propagandistico del ministro dell’interno ” la Bestia”. Andrea Orlando dunque sembrerebbe voler collegare tale scelta di revoca con delle recenti inchieste condotte da Ruotolo sulla testata Fanpage.it, in cui ha analizzato tutti i meccanismi della propaganda politica anti immigrati portata avanti da Matteo Salvini.

Orlando quindi collega la decisione con alcune recenti inchieste condotte da Ruotolo sulla testata Fanpage.it, molto critiche sul ministro dell’Interno Matteo Salvini, sui meccanismi della sua propaganda e sulle sue politiche contro l’immigrazione.

Il silenzio del giornalista.

Ruotolo non ha commentato il provvedimento, contro il quale dice, di non voler far ricorso al Tar. Ma dalle persone a lui vicine, traspare l’enorme amarezza, che trova ampia solidarietà e dissenso anche da parte del sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

 

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